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Un folto gruppo di librerie indie nostrane ha ideato un’iniziativa verso la quale, in quanto lettore assiduo e da sempre frustrato per la propria ignoranza, non potevo rimanere indifferente. Il campionato dei lettori italiani indipendenti, with its nice English name, è partito lo scorso 25 febbraio e si chiuderà il primo sabato di dicembre. In questi nove mesi o poco più i concorrenti dovranno giocare a chi legge più libri, presi dalle cinquanta categorie che riporto sotto, nel classico stile delle sfide di lettura che conosciamo; ci si dovrà rifornire in una delle librerie aderenti, e per vedersi conteggiata l’avvenuta lettura occorrerà presentare un breve resoconto della stessa.

Il rischio che per qualcuno si trasformi in una gara di misurazione del membro è dietro l’angolo; una gara costosa, per di più, visto che il regolamento prevede l’obbligo di acquisto: chi voglia puntare all’en plein si prepari pure a un esborso di diverse centinaia di euro. Trattandosi di un’operazione commerciale è tutto più che legittimo, per carità. Solo un piccolo appunto: la somiglianza con la lista di Popsugar è davvero sorprendente, magari una citazione ci stava. Anche solo di Magnolia.

Aggiungo una cosa. L’ultima volta che sono riuscito a tenere un ritmo di cinquanta libri l’anno (e parlo di libri non banali, letti in maniera per quanto possibile approfondita) ero single, avevo un part-time e ignoravo ogni forma di interazione sociale. Insomma: avevo molto tempo libero e un sacco di problemi. Mi chiedo, con una punta di cinismo, quale sia l’effettiva valenza culturale di una competizione che prediliga la quantità rispetto a tutto il resto. Lascio a voi il dibattito. Mi limito a delineare, in virtù di quanto detto finora, il profilo del vincitore: sociopatico, benestante e carente di autostima.

Ragazzi, vi va bene che non partecipo.

Ma passiamo senza indugio alla lista delle categorie e ai miei suggerimenti, tra il serio e il serissimo:

1. un libro vincitore di un premio nazionale
La solitudine dei numeri primi (P. Giordano). Due preziose ore della mia vita che nessuno mi restituirà, e un piccolo ma colpevole contributo alla deforestazione. Leggetelo, così mi sento meno solo. Tanto l’Amazzonia e lo Strega sono spacciati in ogni caso.

2. un libro pubblicato da una casa editrice indipendente
Noi (E. Zamjatin). Lupetti o Voland, a scelta. Questo è serio, oltre a essere l’unico libro in mio possesso edito da un editore indipendente. Non a caso l’originale è del 1924.

3. un libro per young adults (11-19 anni)
I fratelli Karamazov (F. Dostoevskij). È bene informarsi sul parricidio (simbolico, suvvia) all’età giusta. Leggere i Karamazov da adulto non più young ti lascia il dubbio: non potevo pensarci prima?

4. un classico che avresti dovuto leggere alle superiori
Don Chisciotte della Mancia (M. de Cervantes). Non scherzo. Capito quello, capito tutto.

5. un libro ambientato nella tua regione
Il giardino dei Finzi-Contini (G. Bassani). Leggete Bassani, è deprimente e bellissimo.

6. un saggio
Quel che vi pare, basta che sia di Alberto Angela.

7. un libro ambientato in America
L’incanto del lotto 49 (T. Pynchon). Scrittore quasi inavvicinabile, le 150 pagine più dense e astruse che mi sia mai capitato di leggere. Credo di aver capito se va bene la metà, ma è stato un 50% illuminante.

8. un libro che non superi le 150 pagine
Oceano mare (A. Baricco). Per essere precisi tu, lettore, non superi le 3 pagine. Poi via, sbarazzarsene. Il mio è finito in una lotteria di Natale.

9. una raccolta di racconti
Sessanta racconti (D. Buzzati). Uno Strega d’annata, per ripigliarvi dopo il punto 1.

10. un libro dal quale è stato tratto un film (o ne sarà quest’anno)
Via col vento (M. Mitchell). Guardate il film, leggete il libro e guardate di nuovo il film. Poi ditemi se non è geniale. Al netto del “si stava meglio quando c’era la schiavitù”, s’intende.

11. un libro che ti è stato consigliato da una persona che hai appena incontrato
Scendo in strada e chiedo.

12. un libro che puoi finire in un giorno
La rivolta di Atlante (A. Rand). Come finirlo in un giorno? Gettandolo nel camino, con tutte le sue milleduecento pagine. È il romanzo preferito dei membri del Tea Party. Per dire.

13. un libro che abbia almeno 100 anni più di te
Il Principe (N. Machiavelli). Per andare sul sicuro e non scontentare chi tra noi è decrepito è bene non superare il Rinascimento. Ne potete approfittare per acquisire due o tre nozioni basilari sul senso della politica, mentecatti.

14. un libro di oltre 600 pagine
Alla ricerca del tempo perduto (M. Proust). Così non ci sono dispute sulla lunghezza, a prescindere dall’edizione.

15. un libro scelto dal tuo indie libraio di fiducia
Nelle scelte (di lettura e di vita) non mi fido di nessuno.

16. un romanzo di fantascienza
La mano sinistra delle tenebre (U. K. LeGuin). Il mio libro di fantascienza preferito. Tanto non lo trovate.

17. un libro che ti è stato consigliato da un membro della tua famiglia
V. punto 15.

18. un graphic novel
Watchmen (A. Moore). Non ha senso approcciare il mondo dei fumetti seri senza aver letto Watchmen. Infatti non l’ho letto.

19. un libro pubblicato nel 2016
La Bibbia di Gerusalemme (AA. VV.). Ne fanno una tutti gli anni, suppongo. Strumento fondamentale per comprendere le nostre radici e ostentare erudito disprezzo nei loro confronti.

20. un libro il cui protagonista svolge il tuo stesso lavoro
Facendo di mestiere lo sviluppatore software non posso che deprimermi. Di fronte a questa voce e in generale, proprio.

21. un giallo
Pietra di luna (W. Collins). Vale per questo, mutatis mutandis, quanto scritto al punto 18.

22. un libro con la copertina blu
L’insostenibile leggerezza dell’essere (M. Kundera). Così capite il mio pseudonimo, e me lo spiegate.

23. un libro di poesia
Orlando Furioso (L. Ariosto). Dopo i poemi cavallereschi la scrittura in versi esula dalla mia comprensione.

24. il primo libro che vedi entrando nella tua libreria preferita
Entrate a occhi chiusi e dirigetevi verso una sezione di vostro gradimento, cercando se possibile di non far cadere i totem. Mal che vada comprate tutto, tanto siete ricchi.

25. una biografia o autobiografia
James Joyce (R. Ellmann). Come può un individuo accumulare nei confronti del prossimo una tale crudeltà da arrivare a scrivere Ulysses e, soprattutto, Finnegans Wake? Si tenta qui di dare una risposta.

26. un libro che ti faccia ridere
I dolori del giovane Werther (W. Goethe). C’è un limite oltre il quale la depressione sfocia nel trash.

27. un libro ambientato su un’isola
Il signore delle mosche (W. Golding). Così finalmente capite Lost.

28. un libro che hai sempre voluto leggere (e non l’hai mai fatto)
Grammatica italiana (L. Serianni). La butto lì.

29. un libro basato su una storia vera
Il segreto dei Marò (T. Capuozzo).

30. un libro che racconta di un fallimento
Pastorale Americana (P. Roth). Anche solo per il gusto di affiancare Roth a Girone e Latorre. Uno dei miei cinque romanzi preferiti.

31. un libro che parla di libri
Come si legge un libro (e perché) (H. Bloom). A parte il fatto che i libri li leggo come mi pare, Bloom è l’unico a cui posso riconoscere una minima autorevolezza a riguardo. È probabilmente il più importante critico letterario vivente, e le sue riflessioni aprono la mente. Almeno quelle tre o quattro vagamente comprensibili.

32. un libro che abbia per protagonista un animale
Per rispetto nei confronti della sensibilità di alcuni dei membri più stimati del mio circolo mi asterrò dal fare proposte.

33. un libro scritto da un autore africano
Things fall apart (C. Achebe). Si veda la voce 21.

34. un epistolario
Le relazioni pericolose (P.A.F. Choderlos de Laclos). Ho l’onore di essere ecc. ecc.

35. un illustrato (anche per bambini)
Odio i disegni, la speranza, la freschezza, le cose colorate e belle. Per questa categoria vi consiglio un libro ovvio per persone giovani, tanto essenziale quanto invisibile ai miei occhi, che non tollero e non nominerò.

36. un libro horror
L’Acchiappasogni (S. King). È un horror orrendo, vale doppio.

37. il primo volume di una saga
Critica della ragion pura (I. Kant). Uno dei pochi casi in cui i sequel superano l’originale.

38. un romanzo sulla musica
Da musicista ho sempre diffidato dei romanzi che parlano di musica. Murakami sa il fatto suo, devo dire, ma andrà a finire che leggerete tutti Alta fedeltà (N. Hornby). Quindi tanto vale.

39. un romanzo sull’arte
Memorie di Adriano (M. Yourcenar). Arte in senso lato, se vogliamo. Un altro dei miei cinque romanzi preferiti.

40. un libro che abbia come protagonista una donna forte
Cecità (J. Saramago). A mio umile parere riesce dove altri suoi illustri colleghi falliscono malamente. Mi viene in mente Steinbeck, per citarne uno. Riassunto rapido dell’archetipo femminile in Furore: “madre, oh madre, sei tu il vero pilastro della famiglia; glorifichiamo la tua forza silenziosa, il tuo coraggio, i calli delle tue mani. Bene. È pronto in tavola?”

41. una saga famigliare
Il Gattopardo (G. Tomasi di Lampedusa). Se non altro per farsi ricordare da Don Fabrizio che la vita è un letamaio con qualche diamante nascosto qua e là. Sto lievemente parafrasando, sia rispetto alle sue parole sia rispetto a quelle che userei io in fascia non protetta.

42. un libro ambientato in sud America
Cent’anni di solitudine (G. García Márquez). Sì, ok, Macondo tecnicamente non esiste ma ci siamo capiti. Qui al posto del resoconto bisognerà compilare l’albero genealogico al completo, di propria mano, senza guardare su internet.

43. un libro di un autore italiano
Casa d’altri (S. D’Arzo). Una raccolta di racconti dedicata a chi sbaglia strada in campagna.

44. un libro basato su una favola
Io, Berlusconi, le donne, la poesia (S. Bondi).

45. un libro che parli di sport
Cinquanta sfumature di grigio (E. L. James). Suppongo tratti di una noiosa disciplina ginnica ancora non riconosciuta dal CIO, visti i livelli infimi di carica erotica e i dialoghi orrendi. Sì, lo so, è vincere facile.

46. un libro che racconti un viaggio
E leggetevi Into the wild (J. Krakauer) una volta per tutte, se ancora non l’avete fatto. Sottotitolo: cosa succede a chi prende Tolstoj alla lettera.

47. un libro per bambini scritto in stampatello
ANCHE NO.

48. un libro che parla di follia
Anna Karenina (L. Tolstoj). Follia amorosa, ma pur sempre follia. Non potevo chiudere la lista senza nemmeno un romanzo del Leo. E quel cretino di Vronskij è imperdibile, se non lo conoscete andate su Google: il quarto suggerimento di ricerca è Vronskij si spara.

49. un libro che parla di matematica
Matematica per la scuola primaria. Con CD-ROM (E. Costa, L. Doniselli, A. Taino). Visto il livello medio di preparazione scientifica mi sento di poter saltare il solo manuale per la prima infanzia (sì, esiste).

50. un romanzo di formazione
Orgoglio e pregiudizio (J. Austen). Lo metto apposta in questa categoria, ben sapendo che non ne fa parte, per lanciare un messaggio a chi lo considera tale (compresi alcuni autori di testi scolastici, che peste li colga). Del resto ogni ora passata con zia Jane è un’ora spesa bene, tanto vale chiudere la lista col suo romanzo perfetto.

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