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Dovete sapere che la sottoscritta è un essere strano (come d’altra parte tutti noi LibroPolverosi), e in quanto essere strano mi trovo spesso a provare emozioni talmente intense verso i personaggi dei libri che di frequente mi ritrovo ad inveire contro gli stessi, anche perché antipatia e fastidio sono le sensazioni che più spesso mi ispirano, soprattutto quando il personaggio è un eroe romantico, emotivo, pieno di buoni sentimenti, emozioni intense e amore per l’arte.

In questo simpatico pomeriggio festivo vi voglio presentare la mia Top Five dei cinque personaggi che ho desiderato con tutto il cuore vedere morti. O per lo meno molto sofferenti.

Ho volutamente evitato villain conclamati o personaggi negativi, quelli insomma creati con l’intento di essere antagonisti: se loro suscitano rabbia e antipatia sono solo ciò che dovrebbero essere. Mi sono voluta concentrare su personaggi che dovrebbero essere positivi, o che sono addirittura i protagonisti delle opere a cui appartengono, e che hanno irritato e infastidito me e solo me, considerati odiosi a mio insindacabile giudizio.

Sono nella maggior parte dei casi libri belli o bellissimi e che ho amato o che comunque mi hanno presa, emozionata, hanno significato qualcosa nella mia vita.

E allora ecco la mia Top Five!

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5- Newland Archer, “L’età dell’innocenza”. Un uomo che disprezza e giudica con boria le regole e le persone della società in cui vive, senza mai metterle davvero in discussione, senza avere il coraggio di fare ciò che desidera e ciò che ritiene giusto, uniformandosi e tentando di far uniformare le persone che ha intorno, pur mantenendo comunque un senso di superiorità assolutamente immotivato. Un uomo decisamente snervante, anche se non il più insopportabile.frankenstein1994

4- Victor Frankenstein, “Frankestein”. Credo di aver pensato “scantati!” (datti una mossa, N.d.A.) almeno sei volte nella scena della fuga dopo la creazione del mostro. Cioè.Tu costruisci una creatura del genere e sei uno scienziato, mi aspetto come minimo che tu abbia un piano. Invece ti becchi male, scappi e fai finta che non sia successo niente, filosofeggiando inutilmente, e ti stupisci se poi le cose vanno a catafascio. Seriously?

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3- Andrea Sperelli, “Il Piacere”. Vi sfido a trovare qualcuno a cui stia simpatico il buon Sperelli. Un riccastro nullafacente che passa le sue giornate andando alle aste, cercando di conquistare le donnette dell’alta società e professandosi innamorato ogni due per tre, spandendo le sue poesiole in tutto il globo terracqueo. Non dimentichiamoci inoltre che pensa di essere il miglior artista mai apparso sulla faccia della terra. Riesce a fallire miseramente anche quando cerca di battere qualcuno a duello, facendo sceneggiate da mutilato per una feritina. Per Sperelli ho un rimedio infallibile: la zappa (o il piccone) e via, a lavorare.

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2- il Piccolo Principe. Un ragazzino che sbuca dal nulla, infarcito di psicologia spicciola e filosofia buonista da quattro soldi, che ammorba i nostri social network con le sue citazioni inutili. C’è bisogno di dire altro?

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1- Conte Vronsky, “Anna Karenina”. Il mio preferito. Un essere stupido, insulso, con il quoziente intellettivo di un paramecio in coma, con un posto nell’esercito dovuto solo alla sua posizione sociale. È un militare che riesce a fallire nel tentativo di spararsi da solo, come si fa a non amarlo? Credo di aver inveito contro di lui per almeno un quarto d’ora dopo la scena del tentato suicidio. Un personaggio memorabile!

La prossima settimana vi delizierò con i 5 personaggi letterari – femminili – che vorresti vedere morti (e in questo caso spesso sono morte davvero. Fortunatamente).

Stay tuned!

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