Il riordino dei libri e la relativa logistica penso sia una delle cose più stressanti per un lettore. Di solito siamo dotati di una libreria di ordinanza, che cerchiamo di tenere mediamente ordinata, alternando a pile di libri lasciate a caso sul pavimento o sul comodino, con conseguente slalom e pericolo di cadute torri notturne. Alterniamo momenti in cui vorremmo avere tutto schedato e sistemato, magari in ordine alfabetico, o di casa editrice (i più psicotici non prescindono dall’ordine cromatico, che fa subito arredamento se la libreria è posizionata in salotto come sala di rappresentanza….indovinate io come l’ho sistemata, infatti!) ad altri in cui ci facciamo sopraffarre dal caos creativo giustificandolo come l’ordine di una mente geniale.
Credo di parlare un po’ a nome di tutti se dico che la visione della propria libreria è per ognuno di noi croce e delizia!

Tempo fa acquistai il libro IL MAGICO POTERE DEL RIORDINO di Marie Kondo (ed. Vallardi) presa da furore sciacquetto da casalinga disperata. Prendete una cyborg giapponese senza sentimenti (ma che pensa che i calzini soffrano accoppiati due a due) che si è specializzata  nella materia del riordino all’università. Ma…seria? Pare di sì. E già li avevo preso due misure sul tenore dello scritto.

kondo
Dopo aver letto e archiviato come sbattimento ogni suggerimento di riorganizzazione sgabuzzino e decluttering del reparto padelle della cucina, sono arrivata ai capitoli sui libri.
E mi si è aperto un mondo di sgomento.

La Kondo parte dicendo, e cito “i libri rientrano nella categoria delle cose da cui è più difficile separarsi. […] Se restano immobili nello stesso punto per molto tempo, sono come addormentati. Si può anche dire che scompaiono. Sebbene siano in bella vista diventano invisibili come la mantide immobile nell’erba che si mimetizza con ciò che ha intorno“.
Quindi per capire se un libro dobbiamo conservarlo o buttarlo, occorre capire se ci colpisce ancora. E come si fa? Tirando giù tutta la libreria sul pavimento: dopodiché bisogna dare alcuni colpetti alla copertina come si battonno le mani in un tempio scintoista. Praticamente bisogna regolarsi sul principio “dell’emozione che vi provocano nel momento in cui li sfiorate”
L’importante non è leggere, solo toccarli, perché leggerli confonderebbe il nostro senso di discernimento.
A questo punto io già avevo gli occhi che si giravano indietro.
Stile Tony Stark quando non ce la fa.

tony stark
Tony Stark in un’immagine di repertorio

 

Poi attaccata tutta una tiritera sui libri mai letti e sui libri già letti.
E lancia la bomba : “i libri sono essenzialmente carta, fogli di carta su cui sono stampati dei caratteri, che poi vengono rilegati tutti insieme

BOOOOMMM!!!

dai esagera!

Secondo questo alieno giapponese, internet ha amplificato notevolmente la quantità pro capite di libri non letti, da 3 a più di 40. Libri che spesso vanno a mettersi sulle mensole senza che noi mai li leggiamo, e rimangono parcheggiati li perché forse un giorno (forse mai) li leggeremo. Quindi è importante buttare via tutto e tenere solo i libri che rientrano nel proprio Olimpo personale, giusto 10-15 (l’autrice ammette di averne salvati dall’oblio 30) perché avere meno libri a portata di mano aumenta la nostra sensibilità alle informazioni in essi contenute.

Forse però una cosa su cui riflettere me l’ha data: “il momento giusto per leggere un libro è quello in cui lo incrociate sul vostro cammino, per non perdere quell’istante prezioso“.

Manco avevo finito che ho seguito il consiglio e il suo libro sul riordino da psicopatici l’ho portato al primo mercatino dell’usato girato l’angolo, proprio con sdegno.
Io, che vivo con librerie di libri, mensole di libri, pile di libri, comodini di libri e che i libri che compro e mai leggerò sono sempre di più dei libri che ho letto mi sono sentita offesa.
Ho riorganizzato la mia libreria nel modo più futile e meno organizzato possibile, ossia in ordine cromatico: una vera gioia agli occhi, ma di una scomodità senza pari.
E mentre lo facevo li accarezzavo ad uno ad uno e sussurravo “shhhh, tesori miei, non ascoltate la brutta signora”.

BIBLIOGRAFIA:
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Marie Kondo, <a rel=”nofollow” href=”https://www.amazon.it/gp/product/8867315196/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=23322&creativeASIN=8867315196&linkCode=as2&tag=liballpol-21″>Il magico potere del riordino. Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita</a><img src=”http://ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=liballpol-21&l=as2&o=29&a=8867315196&#8243; width=”1″ height=”1″ border=”0″ alt=”” style=”border:none !important; margin:0px !important;” />, Antonio Vallardi editore

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