Il caso editoriale dell’anno scorso è stato un piccolo libretto (meno di 100 pagine) di Carlo Rovelli – fisico delle particelle. Nel maggio 2015 è stato il libro più venduto in Italia. [1]

Rovelli

Sette brevi lezioni di fisica

Per rendervi conto di cosa significa aggiungo che questo libretto ha venduto 170mila copie nel 2015, al secondo posto generale, davanti a Fabio Volo. [2] E’ un caso davvero incredibile, tenuto anche conto che non è esistita promozione commerciale, che la casa editrice (Adelphi) non è esattamente nota per pubblicare best sellers da centinaia di migliaia di copie, che l’autore non è per nulla noto al grande pubblico.

E quindi? L’Italia è diventata una nazione di appassionati di Fisica, che discutono al bar di Hawking e delle teorie delle super-stringhe? Possiamo finalmente guardare dall’alto in basso i finlandesi?

Direi di no, ma la soddisfazione e la sorpresa per questo grande risultato di Rovelli è molta e spinge ad alcune riflessioni:

a) i lettori (e per estensione, le persone) sono molto migliori di quanto ci raccontano e di quanto tendiamo a credere.

b) poiché molti sono i libri di divulgazione scientifica, ci deve essere una ragione speciale per l’incredibile successo di questa specifica opera.

Quando la nostra vulcanica presidentessa me ne cantò le lodi durante uno degli incontri del Gruppo di Lettura (nei momenti di scazzo libero sì mirabilmente descritti dalla beneamata Marian Mosnikoff) ho pensato tra me e me: “La figura di palta di un fisico che non ha ancora letto il caso editoriale dell’anno scritto da un fisico l’ho già fatta. Tanto vale farsi prestare il libro e capire come ha fatto il collega Rovelli a far saltare il banco!”. Detto fatto, la nostra Luce e Guida mi fece gradito prestito del librettino celeste e in poche ore me lo lessi.

Quindi, la mia modesta tesi relativa al punto (b) di cui sopra è la seguente: [3]

ciò che ha coinvolto e catturato l’attenzione e l’interesse del lettore quadratico medio italico non è tanto la fisica (anzi, forse questa può causare un’iniziale sensazione di leggera diffidenza) ma la assoluta e diretta freschezza e, direi, gioia con cui Rovelli descrive una delle emozioni più importanti di uno scienziato: la meraviglia.

Sì, la meraviglia, lo stupore, l’entusiasmo quasi da bambini che prova un ricercatore quando fa un piccolo passo in più verso la conoscenza, verso la comprensione di un reale che non finisce di sorprendere – e questa meraviglia è un fatto assolutamente estetico, se mi passate il termine. Perché una entità che è onda e particella allo stesso tempo è affascinante, perché la simmetria di equazioni che descrivono fenomeni diversi sono belle, perché lo spazio-tempo che si incurva sotto l’attrazione gravitazionale è splendido!  E la cosa ancora più affascinante è spingersi a pensare oltre e, soprattutto, a verificare, testare, investigare queste meraviglie. [4]

Questa felicità e facilità nel comunicare l’entusiasmo e la meraviglia del ricercatore è un balsamo anche per il collega ricercatore come me. Per quanto mi ritenga molto fortunato nel poter lavorare nella ricerca, le ristrettezze economiche (per usare un eufemismo) spesso finiscono per spegnere questa gioiosa fiammella e riducono il ricercatore italiano ad un lamentoso e triste questuante che scrive progetti su progetti con minime possibilità di finanziamento. [5]

Quindi, vi invito a leggere “Sette brevi lezioni di fisica” (se ancora non lo avete fatto) e, in aggiunta, vi cito qualche altro titolo di libri di divulgazione scientifica – una lista che deriva totalmente dai miei gusti personali: lì fuori ci sono migliaia di splendidi libri sulla scienza!!

Godel, Escher, Bach – Un’eterna ghirlanda brillante. Douglas R.Hofstadter

Un libro opposto a quello di Rovelli: un saggio poderoso (800 pagine!) che ci introduce ai temi fondamentali della matematica contemporanea (l’incompletezza, l’autoreferenza, l’intelligenza artificiale) attraverso un parallelo vertiginoso ma affascinante tra Godel, Escher e Bach, geni fondamentali per la matematica, l’arte e la musica.

Hofstadter è una fucina di idee, di intuizioni che fanno perdere l’equilibrio: gli Strani Anelli, strutture ricorsive che ci riportano al punto di partenza pur allontanandosene; il teorema di Godel, fulcro devastante e squilibrante di tutta la matematica dell’ultimo secolo; la possibilità di ottenere una IA (Intelligenza Artificiale).

Una lettura impegnativa, da affrontare con qualche elemento di matematica nel bagaglio e con la costanza di mantenere la lettura: se Rovelli ci indica le meraviglie verso cui possiamo dirigerci con la nostra mente, Hofstadter ci porta totalmente dentro una di queste: “Un’eterna ghirlanda brillante”!

Sei pezzi facili. Richard P. Feynman.

Se siete affascinati dall’icona di Einstein: genio vulcanico, mente sempre aperta e innovatrice, pensiero capace di aprire nuove strade amerete anche Feynman. Un premio Nobel atipico, altra incarnazione dello scienziato narrato da Rovelli – curioso, coinvolgente e soprattutto onesto nel mostrarci che anche lui, con le sue immense capacità, esplora il mondo reale con meraviglia e stupore. Queste sono lezioni di fisica degli anni ’60 per gli studenti del primo anno, ma sono un classico per ogni divulgatore scientifico.

Nella presentazione, Feynman chiarisce bene che il suo intento è quello di mantenere l’entusiasmo dei giovani cervelli che si trova davanti, piuttosto che riempirli di nozioni complesse e aride.

In particolare nel capitolo dedicato alla gravitazione si parte da semplici osservazioni sulla caduta dei gravi sulla terra (esiste qualcosa di più scontato e meno appassionante?) per arrivare ad una cavalcata inarrestabile fino alle nebulose e alle galassie, in un processo molto simile a quello seguito da Rovelli.

E fatemi aggiungere che è unico ed appassionante il modo in cui introduce i paradossali ed incomprensibili effetti della meccanica quantistica nel classico esperimento delle due fenditure: invece di dare a priori il risultato, Feynman escogita vari e diversi esperimenti per “catturare il gatto” [6] (risolvere la contraddizione), ovviamente tutti fallimentari. Ma questo è proprio il procedimento del ricercatore, tentarle tutte prima di arrendersi davanti all’evidenza, che nel caso della meccanica quantistica è alquanto dura da digerire!

levitinbrain

This is your brain in music. Daniel J. Levitin

(in italiano Fatti di Musica)

Questa è un’opera fuori dal mio campo professionale: si parla di neuroscienza e di musica! Un libro veramente fantastico, nato dalla grande competenza dell’autore – neuroscienziato che studia la percezione della musica. Una capacità espositiva sempre chiara anche quando deve addentrarsi nella particolarità degli elementi del cervello.

L’obiettivo di aggiornare il lettore medio digiuno di musica e neuroscienza (come me) sugli ultimi risultati della ricerca in questo campo è pienamente raggiunto; è davvero interessante scoprire il ruolo delle varie parti del cervello nell’apprezzamento della musica:

– il cervelletto (parte primitiva presente anche nei rettili) è coinvolto nella percezione del ritmo, ma anche nelle emozioni pre-conscie;

– lobo destro e sinistro del cervello (considerati spesso entità separate) sono entrambi coinvolti quando cogliamo la musica;

– la frequenza minima percepita dall’orecchio umano è 25 Hz, identica a quella alla quale percepiamo il movimento in una serie di immagini (25 frame al secondo è la velocità di un video).

Un’ottima lettura adatta a tutti, anche i peccati veniali di porre a volte l’autore al centro della narrazione sono facilmente perdonabili (è un vezzo di tutti i comunicatori scientifici americani quello di mettere spesso in scena anche se stessi – un metodo per fare StoryTelling della ricerca, altrimenti davvero difficile da rendere appassionante)

250px-Logicomix_coverlogicomix2

 Logicomix. C. H. Papadimitriou, A. Doxiadis

Ed infine un’opera più “digeribile” in tempi brevi: una graphic novel dedicata ai tempi eroici della matematica raccontati attraverso la vicenda umana di Bertrand Russell, uno dei giganti di questa avventura.

L’idea di portare a fumetti la storia recente della matematica è originale e notevole; le vite dei grandi matematici sono raccontate con l’amarezza che nasce dal vedere come la malattia mentale ha colpito così tanti di loro e delle loro famiglie (fino ad essere il vero spettro che ha sempre perseguitato Russell). Anche i tentativi di dare qualche elemento sui problemi che queste menti hanno affrontato sono apprezzabili, passando anche per elementi meta-letterari – il libro ha come protagonisti anche gli autori stessi, in un rimando arguto al tema dell’auto-riferimento (uno degli elementi basilari delle questioni matematiche).

Si potrebbe chiosare dicendo che la meraviglia e lo stupore dello scienziato possono avere un lato oscuro, in cui la ricerca diventa ossessione e la difficoltà nel trovare una chiave di comprensione rischia di minare lo stesso prezioso strumento che abbiamo in questa avventura: la nostra mente.

L’impatto di Godel e dei suoi teoremi sull’incompletezza sono di quanto più traumatico e devastante si possa immaginare per un matematico convinto di poter contenere tutta la realtà nelle sue teorie.

In conclusione, sono molto contento del successo di Rovelli e invito tutti voi a fare un tentativo con qualche titolo di divulgazione scientifica – vi assicuro che potrete appassionarvi tanto quanto (e forse di più) vi capita con un romanzo di Jane Austen!

Bonus track:

Little Wonder – David Bowie

[1] Oh, dico il LIBRO più venduto, non il saggio o il tascabile o qualunque altra categoria – proprio il primo di tutti i libri. Per dire, ad aprile in testa alla classifica c’era la Mazzantini e a giugno Camilleri.

[2] (sì, esatto, DAVANTI a Fabio Volo!)

[3] assolutamente contestabile e confutabile, ovviamente – sono curioso di sapere la vostra opinione sul tema, in effetti….

[4] piccolo caveat: quando si parla di scienza, spesso si pensa che la scienza sia rigida, esatta, incontrovertibile, definitiva. Niente di più errato: la scienza procede per ipotesi ed esperimenti e più che “vera” andrebbe considerata “non (ancora) falsificata”. Da Popper in poi, gli scienziati sanno che il progresso si basa sulla capacità di falsificare una teoria e quindi, più che “il vero” possiamo sperare di trovare il “non falso fino a prova contraria”. (a)  In sostanza ciò che sappiamo finora è sempre e comunque soggetto a verifica e quindi passabile di modifica e cambiamento nel futuro. Ma attenzione! Sempre e solo attraverso un esperimento, ripetibile e verificabile da chiunque – gli scienziati hanno parecchi difetti, ma sanno che ogni loro convinzione deve cedere davanti ad un risultato sperimentale. Per questo non esiste alcun “lobby degli scienziati” mossi da conflitti di interesse: se un consenso si raggiunge nella comunità scientifica è sempre e solo sulla base dei dati!

(a) K. Popper, in AA.VV., Filosofia e pedagogia dalle origini a oggi, vol. 3, p. 615, La Scuola, Brescia 1986

[5] se avete la (s)ventura di includere ricercatrici / ricercatori tra le vostre conoscenze, un consiglio è d’obbligo. Quando parte la consueta litania sui minimi finanziamenti alla ricerca nella nostra amena e ridente penisola, il vostro contegno segua le seguenti linee guida:

i) nei primi 15 minuti solidarietà assoluta e comprensivi cenni di assenso: immaginate di parlare con un bambino molto brillante a cui è stato regalato un trenino per gli ottimi risultati a scuola, ma al quale, per oscuri motivi, viene negata la fornitura elettrica per fare muovere lo stesso trenino.

ii) passati i 15 minuti, spostare la conversazione su temi più allegri e interessanti – se il ricercatore insiste nelle sue giaculatorie siete giustificati ad esprimere il seguente concetto: “OK, bimbo, capisco che non puoi giocare con il tuo bel trenino, però basta lamentarti, ci sono bambini che alla tua età lavorano in miniera!”

[6] con sardonico spirito anti-animalista, il fisico Schrodinger esemplificava il dilemma base della meccanica quantistica considerando un gatto in una scatola che secondo la teoria può essere contemporaneamente vivo e morto. https://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_del_gatto_di_Schrödinger

BIBLIOGRAFIA:
per sostenerci acquista i libri su Amazon cliccando sul titolo del libro

Annunci