Problema sequel. Sì perché i sequel, soprattutto se non scritti dall’Autore originale, rappresentano un vero e proprio problema per i lettori e per noi polemici autori di blog.

Va bene, sono un po’ noiosa ma bisogna capire il mio fastidio. Qualche mese fa scopro con disappunto che un romanzo del 1938 che ho particolarmente amato e che desideravo regalare è fuori catalogo: “Rebecca la prima moglie” di Daphne Du Maurier, dal quale è stato anche tratto l’omonimo film di Hitchcock.

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Poi, a peggiorare la situazione, mi sovviene un triste ricordo. Alcuni anni fa in un momento di squilibrio acquistai e lessi il sequel del romanzo, “La signora De Winter” di Susan Hill, del 1993.

Non posso dire sia stata una lettura sgradevole ma, mentre del primo romanzo ho ancora coscienza, del secondo non ricordo quasi nulla. Ci sarà un motivo? Lo so, ho sbagliato, soprattutto considerando che il romanzo della Du Maurier è pervaso dal mistero e il finale (assolutamente magistrale l’incendio del maniero teatro del dramma) non svela tutto…lascia qualche intrigante dubbio al lettore. E allora che bisogno c’era di dare un significato o una spiegazione ad un mistero che dovrebbe rimanere tale?

Potremmo chiederlo a Sally Beauman, autrice dell’altro sequel “Il segreto di Rebecca”…

Vorrei solo dare un’informazione di contorno: pare che gli eredi della Du Maurier, che si era da sempre rifiutata di scrivere il sequel del suo più famoso romanzo, 4 anni dopo la sua morte ne abbiamo promosso la pubblicazione (ovviamente a fini puramente economici) e scelto la Hill per farlo (www.larepubblica.it).

Bene cari lettori, dopo essermi sfogata vorrei concludere riconoscendo che la mia disavventura POTREBBE aver obnubilato sia i miei ricordi riguardanti il sequel che la mia capacità di giudizio sull’argomento. Posso spingermi ad ammettere che non necessariamente tutti i sequel siano necessariamente un disastro. Vorrei lasciarVi con un interessante link che tratta proprio questo tema elencando i sequel di 10 noti romanzi tra cui proprio quelli di “Rebecca la prima moglie”  nonché altri particolarmente interessanti, quali quelli di “Orgoglio e pregiudizio”, “Cime tempestose”, etc.: http://paroleacolori.com/sequel-che-passione/

È meglio fallire nell’originalità che avere successo nell’imitazione.
(Herman Melville)

BIBLIOGRAFIA:
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