Stimati lettori! In questo pazzo Internet chiunque si sente autorizzato a diffondere come Verbo divino i propri consigli e rimedi, in ambiti che spaziano dal significato dell’esistenza umana al modo migliore per ricavare una borsetta da sera da un paio di mutande ingiallite.

Quindi, la mia rubrichina di consigli la voglio anche io: oggi mi schiaffo in cattedra senza alcun titolo e vi insegno come riconoscere i contenuti dei libri… Dalla copertina! Che è una cosa eticamente scorretta, perché non si giudica dalle first impressions… Ma qui nessuno giudica. Impariamo soltanto a dedurre ipotesi, a partire da una base di ampia probabilità.

Ma basta filosofeggiare.

Presumete per un attimo di trovarvi in una libreria, in orario di chiusura, con un buono regalo che scade nel giro di qualche ora. E piuttosto di buttare i soldi, dovete comprare qualcosa. Ma le luci sfarfallano, il personale si schiarisce la voce e vi rivolge sacrosanti sguardi torvi. L’ansia.

Ecco. È in questi momenti che avete bisogno del Metodo Mosnikoff per identificare e categorizzare la qualità dei libri senza neanche leggere la quarta di copertina (che comunque è un’entità spregevole, spoileratrice e abietta). Vi basterà tenere a mente questi piccoli accorgimenti, e se non comprerete il romanzo preferito della vostra vita, almeno scongiurerete il rischio di portarvi a casa un libro che vi farà schifo.

Quindi. Oggi parleremo della…

Prima grande distinzione: le caratteristiche esteriori del libro brutto dentro.

State molto attenti se la copertina presenta almeno due dei seguenti segni. Non è molto diverso dall’andare a funghi. Imparate a riconoscerli per evitarli. Che poi, questo è tutto un parere mio. Se a voi piacciono, comprateli. A differenza dei funghi, mica vi fanno venire le coliche.

  • Predominanza di sgargianti colori pastello come rosa confetto, fuxia, fresia, magenta, turchese o acquamarina. Sono tipici del manto dei libri chick lit, che assumono tali colorazioni nella stagione degli accoppiamenti. Sono particolarmente aggressivi. Se aperti a una pagina a caso, potrebbero liberare un nugolo di piccoli personaggi standardizzati e bidimensionali che invaderebbero lo spazio circostante come termiti. Cambiate scaffale.

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  • Scarpa in copertina. Attenzione: se la scarpa è vecchia, marcia e rovinata, apritelo: potrebbe essere un innocuo Mattonazzo su qualche famiglia derelitta sfasciata da una guerra mondiale a scelta, o perfino un libro bello. Se è rossa, col tacco a spillo, spaiata, lucida e vista di profilo è chick lit. Scappare. Attenzione anche a disegni o foto di borse della spesa, pacchetti, indumenti, monili o minerali pregiati in genere: pericolosissimo. Quasi sempre è un romanzetto rosa pieno di donnicciuole lagnose che passano la loro “letteraria” esistenza a ubriacarsi e a berciare di quanto siano indipendenti e autodeterminate, salvo poi cadere tra le braccia della prima scamorza affumicata camminante che regala loro un sassolino di un certo valore.

 

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  • Faccia dell’autore a colori e sorridente. Chiaro indizio di santone, tuttologo, profeta, finto asceta o più ampiamente ciarlatano. In genere sbuca a mezzo busto dal margine inferiore, brandendo un paio di occhiali e rivolgendo al fess… Al potenziale acquirente uno sguardo che mira a suscitare ammirazione e fiducia. Abbandonare immediatamente il documento se la Faccia compare contemporaneamente a
  • Titolo che inizia con “come”. Intendiamoci. il “Come” nei titoli sta bene solo se il libro è un racconto o un manuale di cose pratiche. Se anche lontanamente il resto del titolo implica concetti astratti, abbandonate con sdegno ogni proposito d’acquisto. Esempio:

“Come allevare bachi da seta per divertimento” : bene

“Come fu che Mangrovio sconfisse la temibile araucaria”: bene

“Come essere felici sempre comprando il mio libro e dandomi un sacco di soldi” : MALE.

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  • Titolo che implica la presenza delle seguenti parole o locuzioni: Tiffany; Cupcake; Mr Darcy; Autostima; Felicità; Quantico (a meno che non si tratti di una dignitosissima monografia sulla nota cittadina della Virginia); Shopping; Diamante; Il ragazzo / la ragazza che; Lasciami; Riprendimi; Mollami; Torna; No, vai via; No, stai qua; No, ho deciso, sparisci; Destino; Energia; Prada; Gucci, Fendi o altri nomi di grandi industrie tessili… E aspetto suggerimenti.

 

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  • Fascetta che dice “Il libro più venduto in America / Gran Bretagna / Isole Marchesi / Condominio via Salgari 22 amm. studio Minetti”. Il libro più venduto non è quello più letto. È quello più gettonato da chi non sa che santiddio regalare a qualcuno per il compleanno. Dopo due mesi, a volte diventa il libro più smistato negli sgomberi cantine e solai. Insomma, sono anni che Vespa si compra la colla per i plastici coi quattrini delle nostre zie che ci appioppano per sbaglio i suoi capolavori per Natale (non parlo di mia zia, lei mi regala sempre delle mutande. Stupende, peraltro).

 

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  • Copertina monocroma color seppia, sabbia del gatto o acqua di depuratore, recante riga nera a lutto, nome dell’autore tutto in minuscolo e omino stilizzato in basso come unica decorazione. Il tipico piumaggio di almeno due specie insidiose: il trattatello verboso, breve quanto irritante, con un titolo pretenzioso (tipo “Il fulcro di tutto” o “Essere e perire”, o “Non dico che voglio spiegarvi come funziona la vita ma insomma quasi”), e la temibile raccolta di poesie autopubblicata. Terribile. Cioè, io a volte li compro apposta, ma ormai lo sapete che ho un problema. Se non volete finire come me… Girate al largo.
  • Paesaggio sterminato con tizio di spalle che va verso il tramonto, e titolo alludente a viaggio e/o percorso interiore. Terno al lotto. Potrebbe essere un’opera fondamentale, un libro bellissimo, oppure una serie di fastidiosissime lezioni di vita da parte di qualche miserabile autorucolo che ha mollato capra e cavoli per passare un anno o più a vivere di caccia e raccolta in chissà che landa desolata e dimenticata da Dio, ma in qualche strano modo è riuscito a conciliare la sopravvivenza con la scrittura e la promozione del suo indegno tomo autocelebrativo, e ora è lì sul suo bello scaffalino a spiegarvi perché bisogna andar tutti via di città e darsi all’economia di sussistenza, per salvare la natura. E ve lo spiega in un bel volumetto cartaceo, ricavato direttamente da quintali di fibre di stella alpina.
  • Manette, tette, pettorali, culi e promesse di grandi gesta erotiche. La sparano sempre più grossa di quel che è. Andate su youporn.
  • Copertina rigida. Non è detto che sia sinonimo di libro schifoso. Solo che costa sempre troppo, veramente troppo.

Buona caccia ai funghi.

MZM

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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