Il 16 ottobre 1847 venne pubblicato per la prima volta il romanzo Jane Eyre, scritto da Charlotte Bronte. Charlotte era la maggiore delle 3 sorelle Bronte, e tutte scrissero alcuni dei romanzi capisaldi della letteratura inglese ottocentesca, sebbene all’inizio con gli pseudonimi maschili di Currer, Ellis e Acton Bell. Riferì la stessa Charlotte che “non volevamo dichiararci donne, perché avevamo la vaga impressione che le scrittrici siano soggette a essere guardate con pregiudizio“. Leggo poi un articolo interessante sulla nostra Charlotte su Leggerealfemminile che ci riporta le parole di G. H. Leaves, giornalista del “Fraser’s Magazine”che riconobbe subito la mano femminile: “A scrivere è chiaramente una donna; e, se non prendiamo un abbaglio, una nuova stella della letteratura…La storia non ha soltanto un interesse singolare, sviluppato con naturalezza fino all’ultima pagina, ma  concentra la nostra attenzione e non ci abbandona. L’incantesimo continua anche dopo aver chiuso il libro.” Se vi interessa approfondire altre autrici femminili che nella storia hanno usato degli pseudonimi vi rimando all’articolo del Post, sul perché un autore non si firma.

La storia di Jane Eyre e della sua importanza seminale ormai la conoscono anche i muri, e questo post non vuole aggiungere niente alla critica che si scriver ormai da 170 su questo romanzo. Ma sicuramente per approcciare ai libri delle 3 sorella non si può prescindere dal conoscere la nebbiosa brughiera inglese nella quale nacquero e vissero praticamente tutta la vita e la società vittoriana dell’epoca. Vorrei però mantenere l’attenzione sulle biografie uscite sulla figura di Charlotte Bronte, perché è innegabile che molta parte della sua vita e delle sue esperienze siano entrate nel suo romanzo più famoso; quindi a ben vedere non è possibile una lettura del libro Jane Eyre senza conoscere la storia della sua autrice, benché il romanzo non si limiti ad una biografia di Charlotte.

La prima, uscita in Italia nel 1903 è, come ci segnala Romina Angelici nel suo blog I Piaceri della Lettura, Tre Anime Luminose nella quale, e cito, “viene ripercorsa la vita di queste singolari figlie della brughiera del nord d’Inghilterra” con un particolare attenzione sulla figura minuta di Charlotte che spicca rispetto alle altre sorelle. L’illustre rivista Nuova Antologia accolse il volume molto positivamente: “La lettura del libro è interessante come un romanzo, o meglio, come un racconto di cui conoscessimo e amassimo i principali personaggi”.  Il testo è ricco di dettagli, particolari e aneddoti molto ben documentati. In questo rigore storico, non manca però un grande coinvolgimento emotivo per le vicende narrate, esaltato da una scelta lessicale molto evocativa da parte dell’autrice. Se il libro vi risulta di difficile reperibilità, dato l’anno di pubblicazione, è con gioia et gaudio che vi annuncio che la Flower-ed ha pubblicato nel 2015 il volume ad opera di Giorgia Sonnino nella collana Windy Moors con la copertina curata da Petra Zari (è disponibile anche la versione ebook). Lo trovate a questa pagina.

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La seconda di cui voglio parlare è l’unica che finora ho letto, ed è quella di Elizabeth Gaskell La vita di Charlotte Bronte che nel 1857 scrisse la bio di Charlotte su invito del padre dopo la morte di quest’ultima. In vita avevano stretto una salda amicizia sulla quale ci è rimasto un nutrito epistolario. Ho amato questo libro perché ci restituisce un ritratto affettuoso e toccante di Charlotte, di una donna in carne e ossa che era più di quella che traspare dai suoi libri: una donna ostinata e passionale (ma credo che chi ama Jane Eyre già lo poteva intuire). Questo libro è stato edito nel 1997 da La Tartaruga.

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La terza che vi consiglio (che ho sul comodino da iniziare) è la più recente, uscita quest’anno, di Lyndall Gordon Charlotte Bronte. Una vita appassionata edita da Fazi Editore. L’autrice pone l’accento sulla natura pungente di Charlotte, in collera coi limiti imposti alle donne dal disciplinamento sociale dell’epoca, ma viva e passionale anche se segnata dalla tristezza del lutto per le sorelle e il fratello. Il The Observer recensisce così il libro: “Una magnifica biografia, focalizzata sui vuoti e i silenzi nella turbolenta vita emotiva di Charlotte Brontë. Questo è senza dubbio il miglior libro di Lyndall Gordon e la migliore opera sulla Brontë ad oggi“.

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Spero di avervi fatto venire un po’ di curiosità; e vorrei chiudere con le parole che dedica a Jane Eyre la professoressa Maddalena De Leo, rappresentante italiana della Bronte Society. “Jane Eyre è stato e rimane il capolavoro indiscusso di Charlotte Brontë, un autentico best-seller la cui qualità è raramente possibile eguagliare anche da parte dello stesso autore – in questo caso l’autrice –  che lo ha scritto. Lo testimonia il successo incredibile che lo ha accompagnato da sempre in Gran Bretagna e nel mondo e il fatto che non sia mai uscito fuori stampa dal 1847, anno della sua pubblicazione. Rimane sempre attuale per le tematiche trattate, per la storia coinvolgente e per il carattere indomito della protagonista. E’ la lettura primaria che da sempre consiglio a i miei alunni, soprattutto alle ragazze, perché soprattutto traccia un percorso per la formazione del carattere contro le avversità della vita. Per molti aspetti però Villette assolutamente non ne è da meno, perché alcune sue pagine assumono valori altissimi di drammaticità, superando forse per alcuni aspetti persino lo stesso Jane Eyre.”

BIBLIOGRAFIA:
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Libri:
Giorgia Sonnino,Tre Anime Luminose Fra le Nebbie Nordiche. Le Sorelle Brontë, ed. Flowered
Elizabeth Gaskell, La vita di Charlotte Brontë (Ritratti), Lit Edizioni
Lyndall Gordon, Charlotte Brontë. Una vita appassionata, Fazi Editore

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