Su questo blog abbiamo cominciato ad esercitare la contaminazione e la “cross-fertilization” [1] tra letteratura, musica e altre arti della mente e dello spirito. Quindi, vorrei coinvolgervi nel disegnare contatti e risonanze tra libri, musica, film, opere d’arte, serie TV et similia su uno stesso tema geografico, andando a prendere un’isola molto a Nord che gode di una recente esplosione di interesse internazionale: l’Islanda!

Per l’estate 2016 erano previsti 1.6 milioni di visitatori, questo in un paese con 335mila abitanti! Come se in Italia arrivassero 300 milioni di turisti: questo sta causando qualche problema dal punto di vista ambientale e di gestione di flussi. [2] Ed immagino che tutti gli amanti del calcio si ricordino bene l’incredibile prestazione della nazionale in Francia quest’estate, vero?

Il mio primo contatto con questa bollente e ghiacciata terra risale all’aprile 2010, quando dovevo andare ad un congresso in Inghilterra. Circa due settimane prima della partenza il vulcano Eyjafjallajökull [3] cominciò ad emettere una nube di cenere che bloccò i collegamenti aerei per un bel po’ di giorni. Nell’ansia delle ore precedenti al viaggio, controllando in rete la situazione, mi interessai a questa specie di macchia di Rorschach precipitata nel mare del Nord, finendone affascinato. [4]

C’è anche un motivo che ci rende questa landa particolarmente simpatica: lo sapevate che lassù i libri sono il regalo di Natale per eccellenza? E’ tradizione ricevere i libri la sera del 24 dicembre e passare la notte a leggere in quella che è chiamata Jolabokaflod (Christmas Book Flood)!  L’Islanda ha il maggior numero di libri pubblicati per persona di tutto il modo, 5 libri per ogni 1000 persone ogni anno!

jolabokaflod

E quindi, mettiamo insieme un po’ di atmosfere islandesi, pescando tra libri, musica, film….

Letteratura

Essendo una terra di lettori, molti figli dell’Islanda sono anche scrittori di massimo livello: Halldor Laxness (Premio Nobel nel 1955), Guðbergur Bergsson (traduttore in islandese dei principali scrittori latino-americani), Auður Ava Ólafsdóttir [5], l’autore di polizieschi Arnaldur Indriðason.

Ma qui vorrei parlare di quello che ritengo uno dei massimi autori europei contemporanei viventi: Jón Kalman Stefansson. [6] Quello che più amo di questo straordinario autore è la sua capacità di dimostrare che la poesia resiste ad ogni sua degradazione, volgarizzazione, banalizzazione – perché la poesia riesce a rendere le parole più forti di qualunque uso e abuso se ne possa fare.

Stefansson non si ferma davanti ai rischi di un lirismo evocativo e genuino; scende dentro l’anima e il cuore pulsante della sua terra, che sia nel descrivere una spedizione di pesca o nel raccontarci le vicende di uno sperduto villaggio. Intimità, vicinanza, contatto diretto con emozioni, istinti e pensieri che sembrano poter scaldare i freddi giorni islandesi – c’è sempre un senso ulteriore nei piccoli fatti narrati, un senso che si lega al nostro personale. E finalmente possiamo lasciarci anche noi travolgere dai sentimenti (parola tanto consumata che sembra distrutta e che invece Stefansson riporta in vita) senza paura di finire nel gorgo di Moccia o Baricco. [7]

Io ho letto (per ora) due libri e ve li consiglio entrambi con davvero tutto il cuore (appunto):

Paradiso e Inferno (2011) Ed. Iperborea – 245 pagine Isbn-13: 9788870911909

Luce d’estate ed è subito notte (2013) Ed. Iperborea   – 295 pagine | Isbn-13: 9788870915174

Musica

Questo è un campo artistico dove i “-son” e le “-dottir” [8] spaccano da anni! Dai tempi di Bjork, moltissimi artisti sono arrivati alla fama internazionale, toccando tutti i generi – qualunque musica vi piaccia, c’è sicuramente un islandese che la suona alla grande! Pare che praticamente tutti sull’isola siano musicisti quantomeno nel tempo libero e la sproporzione tra popolazione dell’isola e produzione artistica è maggiore che nel campo letterario.

Fare un elenco è difficile e, in fondo, essendo io abbastanza ignorante in musica, sarebbe un esercizio inutile e quasi dannoso – vorrei solo stimolarvi a ricercare qualche musicista nuovo da ascoltare andando così tanto a Nord!

Personalmente adoro i Sigur Ros, la prima Bjork, i Mum e i Of Monsters and Men. Per ambientare la lettura di un libro di Stefansson questo pezzo dei Sigur Ros è perfetto! [9]

E se siete in un mood più pop-indie (insomma, un po’ meno RadioStrazio) i Of Monsters and Men hanno un sound davvero fresco!

Cinema

Anche qui le connessioni con la settima arte sono molteplici! Solo dal punto di vista visivo e formale (primo e più importante elemento per giudicare la qualità di qualsiasi opera cinematografica [10]) questa terra fornisce un ambientazione unica ed incredibile. [11]

Se volete andare “Beyond the Wall”, questo è il posto giusto!

game-of-thrones-in-real-life-2

E ci sono stati anche ottimi film prodotti in Islanda e diretti da islandesi: cominciando da “Noi Albinoi” del 2003, fino a “Storie di cavalli e di uomini” del 2013 e “Rams” del 2015.

Uno dei miei film preferiti ambientati in terra islandese è “La vita segreta di Walter Mitty” (2013) di e con Ben Stiller – guardate questa clip e ditemi se non vi viene voglia di andare lassù!

Insomma, l’Islanda non è solo una terra splendida e affascinante, ma i suoi abitanti sono estremamente produttivi in tutte le arti: per me leggere Stefansson con in sottofondo i Sigur Ros è stata un’esperienza fantastica!

Final point?

 Affidatevi ai “-son” e alle “-dottir” per riempirvi la mente ed il cuore e non resterete delusi!

Refs.

[1] Che, a dispetto del nome, non è un sistema per aumentare la resa di coltivazioni agricole, ma un metodo per favorire la nascita di idee e di innovazioni radicali. Dovrebbe servirmi anche nel mio lavoro, ma vediamo se funziona anche su questo blog!

[2] Sembra che una guida locale abbia detto al New Yorker:

«Se sei un tipo che vuole venire qui e fare tutto quello che vuole per poi mettere le foto su Facebook, tornerai a casa in un sacco nero».

I love this guy!

[3] se siete soliti leggere mentalmente e vi bloccate davanti a queste sillabe, qui vi aiutano con la pronuncia

[4] alla fine non ebbi problemi nel viaggio, ma mi rimase la voglia di un fuga esistenziale lassù – chissà, prima o poi…

[5] la cui opera è così commentata da Roberto Cotroneo

“questa autrice islandese è decisamente brava. E decisamente strana. Mi fa pensare alla musica nordeuropea degli ultimi vent’anni. Mi fa pensare che le culture altre, quelle dei luoghi di confine della terra, stanno fuori dalle regole, hanno spezzato quello strumento a corde di cui si parlava perché ne possono davvero fare a meno”

[6] è in una mia lista ideale con Mircea Cartarescu, Michele Mari, Javier Cercas e Michel Tournier.

[7] ecco, ho compiuto il mio dovere di Libro-Polveroso:

Thou shalt despise Baricco in all thy posts

[8] Fun Fact: lo sapevate che in islanda i cognomi sono patronimici – i figli di Jon Stefansson avranno come cognome Jonsson (figlio di Jon) o Jonsdottir (figlia di Jon) e non Stefansson? Pare che le famiglie abbiano qualche problema alle dogane nel convincere che i figli sono loro anche se non hanno lo stesso cognome!

[9] Lo sapevate? La lingua “hopelandic” con cui Jonsi Birgsson e compagni cantano è totalmente inventata da loro stessi.  Sapevatelo!

[10] IMHO, ovviamente…

[11] – guardate qui per rendervi conto di quanti film (anche blockbusters di Hollywood) sono stati girati qui! http://www.filminiceland.com/made-in-iceland/

BIBLIOGRAFIA:
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