Vorrei dedicare lo spazio di questo blog per ricordare (e fare scoprire a chi non lo conosce) un grande autore, nato a Berceto nel 1927 e vissuto a Parma per molti anni. Malerba è stato un protagonista di primo piano della cultura italiana, promotore e partecipante del Gruppo ’63 [1], scrittore di romanzi e racconti, sceneggiatore per il cinema, autore di libri per ragazzi, ambientalista convinto: un vero intellettuale in un periodo di profonda evoluzione sociale e culturale dell’Italia.

Walter Pedullà, il critico che ne ha la conoscenza più profonda, ha scritto:

In questo mezzo secolo Malerba si è imposto come uno dei narratori di più calcolata originalità di linguaggio, di più esuberante e vigile fantasia, di più prepotente impatto culturale. […] Malerba è una figura esemplare del mutamento vistoso e accelerato o impercettibile del Secondo Novecento. [2]

L’occasione è la recente uscita in libreria del Meridiano Mondadori a lui dedicato [3], che raccoglie otto dei suoi titoli più significativi.

http://www.librimondadori.it/libri/romanzi-e-racconti-luigi-malerba

merid-malerba

Per quanto assolutamente ignorante di letteratura,, vorrei tentare di suscitare curiosità per questo autore che ho scoperto di recente. [4] Malerba è stato uno scrittore multiforme, dalla mente molto curiosa, aperto all’esperimento e alle novità in ogni campo. [5]

Vi propongo, quindi, una breve esplorazione della sua produzione letteraria, divisa per stili narrativi (per quanto arbitrario possa essere tale criterio). Indicherò un paio dei titoli più significativi (a mio insindacabile e sicuramente fallace giudizio), ma vi invito a scoprire tutta la bibliografia di Malerba!

Romanzi sperimentali :

Sulla base dell’impegno nel gruppo ’63, Malerba portò le istanze dell’avanguardia e dello sperimentalismo letterario all’interno dei suoi romanzi, senza rinunciare alla leggibilità del testo. In molte sue opere, la ricerca letteraria si incentra su tematiche quali l’identità dell’autore, l’ambiguità dei fatti narrati, il gioco e la beffa ai danni delle convinzioni (consce e inconsce) del lettore.

Non si tratta però di uno sterile gioco intellettuale [6], ma di una sfida alla nostra comprensione, un invito ad aprire la mente verso tutte le possibilità della letteratura, una ricerca sperimentale affascinante, difficile, ma profonda e motivata. Nei suoi libri ho trovato echi della perdita di identità dei personaggi di Pirandello, della paranoia globale e della frantumazione dei protagonisti di Thomas Pynchon, delle identità multiple del narratore di Philip Roth (come in Operazione Shylock).

 

 

 

In “Il serpente” (1963) avviene una vera e propria distruzione del narratore: la meta-narrazione via via assorbe tutta la pagina, fino a distruggere ogni struttura, lasciando il lettore senza punti di riferimento, alla mercè della realtà della pazzia e della follia del reale. Malerba sa essere comico, ma di una comicità dolorosa, raccontando il delirio crescente di un paranoico che finisce per frantumare anche l’autorità del narratore stesso.

Come credere alle righe che leggiamo, quando sappiamo che sono solo parole di una mente folle (o forse no?) che ci imbroglia e che ha perso ogni legame con la realtà (o forse ne tiene troppi?). E dove si perde l’identità del protagonista? E’ il narratore? Con chi dialoga, con chi comunica, come arriva a parlare con i morti? Affascinante e inquietante proprio per questo omicidio-suicidio del narratore, al quale non possiamo più credere, ma dal quale siamo sempre dipendenti.

Per una analisi più approfondita (e sicuramente migliore della mia), vi rimando anche al post dell’ottimo blog di Tommaso Aramaico:

http://tommasoaramaico.wordpress.com/2014/04/26/malerba-il-serpente/

“Il pianeta azzurro” (1986) è forse il mio libro preferito di Malerba [7]:  un’opera di una complessità incredibile, una prova letteraria vertiginosa e difficilissima da seguire, una lettura ardua. In queste pagine si scardinano le basi del romanzo attraverso gli strumenti post-moderni della meta-narrazione, del falso rivestito da vero, della distruzione dell’identità dei personaggi e dello stesso Autore.
Il protagonista si frantuma in più personaggi, il narratore diviene duplice e anche triplice, il gioco di scatole cinesi e specchi deformanti finisce per massacrare ogni identità, disciolta in sogni, fantasmi, immaginazioni che sono (o sono stati, o potrebbero essere, o ci raccontano che sono) anche fatti o ricostruzioni degli stessi.
Ma non è un gioco fine a se stesso, Malerba indaga nella stessa psiche umana, percorre i sentieri dolorosi della scissione tra realtà e pensiero che ha come suo malefico frutto il pensiero ossessivo. E quindi restiamo anche noi lettori soffocati in questa rete di realtà falsa e finzione vera, dove il peccato originale del narrare (cioè il rendere vero anche ciò che non è tale) sembra essere ineliminabile e, anzi, necessario.

Romanzi storici:

Malerba si è anche dedicato al genere affascinante, ma molto delicato dei romanzi storici [8]. E’ difficile scrivere libri storici di valore e conosciamo tutti titoli infarciti di anacronismi, deformazioni e banalizzazioni della realtà storica! Ma la preparazione di Malerba è inappuntabile, la sua conoscenza della storia profondissima. E la sua vena sperimentale non viene meno anche in questi romanzi dall’impianto più classico, dove la lettura è sicuramente più agevole rispetto ai titoli precedenti, ma l’intelligenza del lettore è sempre sfidata.

 

“Il fuoco greco” (1990) è incentrato sull’impero bizantino e sulle vicende di intrighi, delitti e lotte per la conquista del potere assoluto. La conoscenza del materiale storico è solida, lo stile è appassionante e scorrevole e sicuramente è un’opera che non sfigura davanti ai migliori esempi di romanzo storico, da Vassalli alla Yourcenar. E vi è una spinta ad uscire dalla struttura classica del romanzo storico, con elementi di meta-narrativa e di gioco mentale ispirati dalla filosofia logica medievale che fanno ricordare opere analoghe di Borges, Calvino e Eco.

In “Itaca per sempre” (1995) Malerba si cimenta con una ri-scrittura ironica delle vicende di Ulisse. Qui la narrazione procede per monologhi alternati, quelli di Penelope in snervante attesa del marito, e quelli dell’eroe greco che torna a Itaca ma sceglie di non rivelarsi subito alla moglie. Si viene a creare così un raffinato gioco prospettico, una sfida psicologica tra uomo e donna che coinvolge anche il lettore. E anche qui, la sfida per noi è data dai molti dubbi lasciati tra le pagine su cosa sia vero e cosa falso, fino a portarci a riflessioni fondamentali sulla verità letteraria (ne esiste una?).

Libri per ragazzi

Malerba scrisse anche molti libri per ragazzi, in collaborazione con Tonino Guerra a cui si legò in una lunga collaborazione artistica e creativa (anche nel cinema).

 

Creò il personaggio di Millemosche, mercenario disertore che si avventura in un MedioEvo ostico e carnale, accompagnato da due compagni di nome Pannocchia e Carestia. E come si intuisce, l’interesse per la storia e la capacità di ironia e di comicità intelligente di Malerba sono alla base anche di queste opere.

Sceneggiature

Malerba ha sempre avuto un particolare interesse per il cinema: diresse una rivista dedicata alla settima arte nei suoi anni a Parma (“Sequenze, quaderni di cinema” : 1949-1951) e collaborò per tutta la sua vita con riviste di critica cinematografica.

Lavorò molto nel cinema come sceneggiatore [9], per film come “La Lupa” e “La spiaggia” di Lattuada, “Lo scatenato” di Indovina, “Toh, è morta la nonna” di Monicelli. Le sue sceneggiature sono sempre improntate all’ironia e al gioco sottile tra realtà e finzione. Malerba estese il suo interesse anche al mezzo televisivo e alla comunicazione, al punto da dirigere una società pubblicitaria.

 

Concludo citando quanto ebbe a dire Umberto Eco su Luigi Malerba [10] e invitandovi a scoprire questo grande scrittore di Parma!

Non ho mai capito bene che cosa significhi postmoderno, ma è certo che se Malerba è stato postmoderno lo è stato ante litteram.

 

Note

[1] Per chi non lo sapesse, il Gruppo ’63 è stato un movimento di fondamentale importanza per il rinnovamento della cultura letteraria italiana, la quale in quegli anni era ancora legata a schemi tradizionali e ormai consunti. Oltre a Malerba, tra gli altri ne facevano parte Nanni Balestrini, Alberto Arbasino, Renato Barilli, Oreste Del Buono, Umberto Eco, Angelo Guglielmi, Giorgio Manganelli, Edoardo Sanguineti, Sebastiano Vassalli.

“Gruppo 63” è una sigla di comodo di cui spiegheremo un po’ più avanti l’origine. Di fatto dietro a questa sigla c’era un movimento spontaneo suscitato da una vivace insofferenza per lo stato allora dominante delle cose letterarie: opere magari anche decorose ma per lo più prive di vitalità.

 Nanni Balestrini, Alfredo Giuliani

Il gruppo ’63 ravvivò molto il dibattito culturale italiano, sparando ad alzo zero verso gli autori più famosi del tempo, ironicamente definite “Liale” – magari esagerando un po’ e prendendo anche qualche cantonata (tra i loro bersagli anche Giorgio Bassani). Per gli interessati, metto il link alla prolusione di Umberto Eco per il convegno dedicato ai 40 anni del gruppo (è un .pdf).

http://www.umbertoeco.it/CV/Il%20Gruppo%2063,%20quarant’annin%20dopo.pdf

[2] L’illuminista (Rivista di cultura contemporanea). N. 17/18 – anno VI. Edizioni Ponte Sisto. Roma, 2006.

[3] Un riconoscimento di statura letteraria che, tra gli autori di Parma, hanno ricevuto finora solo Attilio Bertolucci e Alberto Bevilacqua – e sono abbastanza sicuro che questi due nomi sono a voi molto più familiari!

[4] Per evitare di darmi troppe arie di “scopritore di talenti nascosti”, confesso che l’unico motivo per cui ho letto Malerba è che il curatore del Meridiano di cui sopra è mio grande amico. E quindi devo al suo consiglio (e non alla mia scarsissima cultura letteraria) la fortuna di averlo scoperto!

[5] Da fisico, mi piace ricordare la sua fascinazione e il suo estremo interesse per le più recenti conquiste scientifiche, una dote non molto comune tra i letterati e gli umanisti:

“Hanno cominciato gli scienziati, fisici e biologi, a mettere in dubbio nozioni che sembravano così sicure, a smantellare leggi che parevano reggere un universo così ben organizzato e compatto. Da alcuni decenni la scienza è “impazzita”, ci offre campioni di una realtà diversa (da Heisenberg a Monod) e mette a nostra disposizione nuovi strumenti e perciò nuovi metodi di ricerca”

da P. Mauri, Luigi Malerba. La nuova Italia, Firenze, 1977

[6] IMHO, come sempre.

[7] Se questo titolo non vi sembra nuovo, è perché lo ho usato come esempio di una delle peggiori quarte di copertina che abbia mai incontrato! Sulle quarte (di copertina)

[8] molto amato da noi LibriPolverosi, affascinati come siamo dalla storia e dalla sua narrazione (vedasi l’evento di pochi giorni fa dedicato al romanzo storico di Anna Zaniboni Mattioli)

[9] Su IMDB (Internet Movie DataBase) e’ accreditato per ben 36 sceneggiature!

[10] http://parma.repubblica.it/dettaglio/luigi-malerba-visto-da-eco-la-geniale-arte-della-menzogna/1742818/1

Annunci