E’ così strano nell’era dei romanzi e delle serie televisive super-scientifici leggere ancora i romanzi gialli di Agatha Christie e guardarsi ogni tanto le puntate, viste, ri-viste e stra-viste, de “La signora in giallo”? Ehm, forse un po’ sì…

Bene, dando per assodata la mancata corrispondenza tra la mia età cerebrale e quella anagrafica, tralascerei (solo in questo post ovviamente!) l’immaginaria scrittrice di gialli Jessica Fletcher e mi concentrerei sulla realmente esistita Agatha Christie. Su di Lei è stato scritto tutto e anche l’impossibile, esistono volumi e siti dedicati e credo che, almeno una volta, chiunque abbia letto un suo romanzo e/o visto una trasposizione cinematografica/teatrale di una sua opera; non ho quindi la pretesa di dire qualcosa di nuovo ma vorrei solo raccontare ciò che una semplice appassionata porta con sé.

Intanto diciamo chi fu.

Dame Agatha Mary Clarissa Miller naque a Torquay il 15 settembre 1890 e morì 86 anni dopo a Wallingford, lasciando un’eredità di 66 romanzi gialli, 153 racconti, diverse opere teatrali e alcuni romanzi rosa scritti con lo pseudonimo di Mary Westmacott. La giovane Agatha cresce in una ricca e colta famiglia borghese ed inizia a dedicarsi alla scrittura di romanzi gialli in seguito all’insuccesso negli studi musicali, ma influenzata anche dalle conoscenze sui veleni e sui medicinali acquisite lavorando all’ospedale di Torquay durante la Grande Guerra e stimolata inoltre da una scommessa con la sorella che non credeva sarebbe riuscita nell’impresa. Nel frattempo si sposa con il colonnello Archibald Christie dal quale divorzierà 12 anni dopo mantenendone però il cognome per motivi commerciali, nonostante si risposi in seconde nozze con l’archeologo Max Mallowan.

Nelle sue opere a fare da padroni sono i due detective, più o meno accreditati, che conoscono praticamente tutti: Miss Jane Marple ed Hercule Poirot.

Miss Jane Marple è un’anziana signorina, protagonista di 12 romanzi, residente a St. Mary Mead, un tranquillo e tipico, sebbene immaginario, villaggio inglese dove l’acuta e dolce vecchietta impara a conoscere la “Natura umana”, conoscenza che la aiuterà a risolvere gli intricati misteri nei quali si trova regolarmente in mezzo. Devo ammettere che non si tratta del mio investigatore preferito, forse proprio per la sua finta ingenuità che la rende apparentemente innocua per gli assassini, ma trovo deliziosamente “British” l’insistenza dell’autrice a collocare momenti fondamentali per l’intreccio all’ora del the, accompagnato dalle classiche tartine e da dialoghi determinanti per la soluzione del caso da parte dell’astuta vecchietta. Tra i romanzi aventi come protagonista Miss Marple consiglierei: Polvere negli occhi e C’è un cadavere in biblioteca.

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Hercule Poirot è il protagonista di 38 romanzi ed è forse il più noto detective di Agatha Christie. E’ un ex ispettore di polizia di origine belga, con un aspetto curioso, se non ridicolo, che fonda il suo metodo investigativo sul ragionamento e sulla deduzione. E’ talmente vanitoso da curare il proprio aspetto in modo maniacale ma soprattutto è cosciente della propria intelligenza e a causa di un ego smisurato non fa nulla per nasconderlo. Riesce ad essere assolutamente insopportabile con il suo atteggiamento sprezzante, soprattutto quando nomina le sue infallibili celluline grigie. Naturalmente l’autrice sfrutta l’apparente antipatia che potrebbe suscitare per rendere questo personaggio buffo e divertente. E’ il mio preferito, si era capito? I romanzi che mi sentirei di consigliare sono tanti ma credo che, oltre al famosissimo ed intrigante Assassinio sull’Orient Express, anche Corpi al sole e Carte in tavola non si possano perdere.

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Forse pochi sanno che dalla penna di Agatha Christie sono stati creati anche altri investigatori meno famosi, quali Parker Pyne ed Harley Quinn, a me devo ammettere poco noti, oltre alla coppia di simpatici detective dilettanti Tommy e Tuppence, protagonisti di 4 piacevoli romanzi tra i quali consiglio Avversario segreto. E, come atteso, la nostra prolifica scrittrice ha lasciato il segno anche con quella che può essere considerata il suo alter-ego, l’autrice di romanzi gialli Ariadne Oliver. Nella Oliver la Christie ha trasferito tutte le sue paure, le sue insicurezze e i suoi vizi. Non è uno dei miei detective più amati, né credo uno dei più riusciti, però il romanzo Fermate il boia (nel quale la Oliver affianca Poirot) è sicuramente degno di nota. Non mancano ovviamente le opere orfane dei detective “fissi”, tra le quali il noto romanzo Dieci piccoli indiani e la raccolta di racconti Tre topolini ciechi e altre storie.

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Quello che forse apprezzo di più nei romanzi di Agatha Christie non è solo l’intreccio che porta all’imprevedibile soluzione di un caso di omicidio, ma la prevedibilità legata ad alcuni aspetti dei suoi racconti che, almeno per quanto mi riguarda, è rassicurante (a parte il numero di tragedie che caratterizza i suoi romanzi). Mi riferisco all’ambientazione nella bella Londra o nei suoi meravigliosi dintorni, alla presenza di personaggi ingenui accanto a personaggi particolarmente furbi e malvagi e come detto prima, alla tradizione imperdibile dell’ora del the. E’ secondo me curioso, inoltre, il fatto che la brava scrittrice collochi parte delle vicende di alcune delle sue opere in un treno! Non ne conosco i motivi (forse storici) ma non può essere un caso: ricordo il già citato Assassinio sull’Orient Express e Il mistero del treno azzurro, così come Istantanea di un delitto, ma sicuramente ne dimentico tanti. E’ invece più comprensibile la causa della frequente ambientazione presso scavi archeologici in Egitto: la giovane Agatha infatti proprio al Cairo debutta in società  e, inoltre, durante uno dei suoi tanti viaggi in oriente conosce il suo secondo marito, l’archeologo Max Mallowan: ricordo ad esempio Poirot sul Nilo e C’era una volta, ambientato nella Tebe di 4000 anni fa.

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Agatha Christie è considerata la Regina del giallo; personalmente sono convinta che i suoi romanzi non possano rappresentare dei veri e propri classici e, all’interno del filone dei gialli d’Autore aventi come protagonisti investigatori che si ricorrono alla “deduzione”, è forse la rappresentante maggiormente destinata alla “massa”. Nello stesso tempo però non può essere ignorata e sottovalutata la diffusione planetaria delle sue opere: credo che il motivo risieda nel fatto che si tratti di libri semplicemente avvincenti, nonostante le indagini non si avvalgano delle più moderne diavolerie scientifiche, che scandagliano l’animo umano (con tutti i suoi cliché, perché no?) ma raccontati con garbo e delicatezza.

Ma…vi ho forse detto qual è il romanzo della Christie che preferisco in assoluto? E’ uno dei meno noti. Si tratta di Due mesi dopo, con il solito meravigliosamente insolente Hercule Poirot!!

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