Tutti abbiamo i nostri autori preferiti, scrittori in perfetta sintonia con il nostro essere lettori unici e irripetibili. Queste preferenze sono soggettive, dipendono dalla nostra sensibilità, dal loro modo di scrivere, ma nella nostra vita di lettori presto o tardi arriviamo ad avere dei numi tutelari, dei nomi che rimangono nella nostra mente, i cui libri consideriamo parte di noi stessi.

Ma davanti ai nostri personalissimi “dei della letteratura”, ci ritroviamo inevitabilmente in una di queste due situazioni

Caso A) “Ma perché hai scritto così poco ?!”

Il nostro beniamino / beniamina scrive perfettamente, ogni sua pagina è musica per i nostri occhi…peccato che le abbiamo già finite!

La sua produzione è ridotta (per pigrizia, case editrici deficitarie in riedizioni, vita breve) e presto finiamo per scavare nella sua bibliografia alla ricerca di titoli non letti, passiamo in rassegna compulsivamente ogni pagina Web a lei/lui dedicata, tormentiamo bibliotecari e librai per recuperare quell’oscuro libretto pubblicato dalle “Edizioni dei Fanatici” trent’anni fa, impariamo la lingua originale (se straniero) per abbeverarci ai più dimenticati inediti.

Qualcuno si perplime [1] per questa nostra adorazione di ogni sua parola, magari ci consiglia di provare un altro autore :”Se ti piace lui, adorerai quest’altro!”. [2] Ma il nostro amore non sente ragioni, non può restare senza benzina, deve continuare a bruciare – qualunque cosa va bene! La lista della spesa, le poesie adolescenziali, le lettere mandate al commercialista.

Caso B) “Ma perché hai scritto così tanto ?!”

Lo adoriamo, è vero….. ogni sua pagina è fonte di incredibile gioia, d’accordo…ma anche nelle storie d’amore più perfette, magari ogni tanto si vorrebbe vedere qualcun altro, tanto per sapere cosa succede là fuori. Ma no, siamo suoi schiavi, mentre ci concedevamo un attimo di pausa, lui/lei ha scritto altre 500 pagine!

“Ma come fai? Un po’ di tregua, non riesco a starti dietro! Sì, sì, è vero, avevo detto che vorrei conoscere tutto di te, ma per la tua bibliografia non bastano 6 pagine (in corpo 11), e ogni mese salta fuori una edizione critica dei tuoi pensierini dell’asilo!”

Il pensiero orribile è incontrare chi ci dice: “Hai letto XYZ del tuo amore sconfinato? Come, no ?!? …pensavo fosse il tuo scrittore preferito! …invece Gastone [3] l’ha letto il mese scorso, dice che è la sua cosa migliore!” E scatta la gelosia del fan N.1 – non sia mai che Gastone sia il suo lettore più affezionato!

E altre ore spese sulle sue parole, gli occhi consumati su lunghissime pagine che per qualche motivo ci sembrano già lette…e pensiamo: “Beh, però, questo mi ricorda proprio quel suo altro romanzo di 800 pagine….Cioè, non c’è molto di nuovo, in effetti…. E se leggessi questa opera di Reginella [4] che ha vinto il Pulitzer e il premio Nobel, invece del suo 247esimo libro?….. No, non è possibile, è la mia autrice/autore preferito: devo, devo, DEVO leggere tutto quello che ha scritto!”

Sul tema degli scrittori prolifici, metto il link ad un ottimo articolo apparso su The Millions e in italiano sul sito delle Edizioni SUR, in risposta ad un articolo di Stephen King sul New York Times in difesa degli autori prolifici [5].

http://www.edizionisur.it/sotto-il-vulcano/26-10-2016/problema-degli-scrittori-prolifici/

Insomma, avete capito, come lettori ammaliati da Lei/Lui siamo destinati ad oscillare tra questi due casi: “Gimme more” (Caso A) o “That’s enough” (Caso B)!

Personalmente, mi trovo in ambedue le situazioni e condivido con voi i miei dolori di lettore causati da scrittori troppo (o troppo poco) prolifici!

– Philip Roth

Uno degli autori fondamentali del XX secolo, eterno candidato al Nobel [6], scrittore fantastico, profondo, appassionante, capace di affrontare varie tematiche con stili di scrittura diversi, ma (ahimè) mooooolto prolifico!

Noi LibriPolverosi ricordiamo con piacere la lettura del suo capolavoro “Pastorale Americana”, ma quello è solo l’apice di una vera e propria montagna di letteratura che (nel mio piccolo) sto tentando di scalare….. Ma cribbio, non si arriva mai alla fine!

27 romanzi, 52 racconti (anche lunghi!), 7194 pagine [7]

Nel mio piccolo finora ne ho letti 7, quindi neppure ad 1/4 del cammino: ogni volta che devo scegliere un libro da leggere una vocina mi ricorda che ho ancora tutti quei titoli di Roth…. e per ora, mai sono rimasto deluso a prendere in mano un suo libro: che si tratti di una invenzione comica sul baseball (Il Grande Romanzo Americano), una distopia sulla XX guerra mondiale (Il complotto contro l’America), un irresistibile monologo con flusso di coscienza (il lamento di Portnoy), una puntata nella meta-letteratura (Operazione Shylock) leggere Roth è sempre una soddisfazione!

Però, quanto scrive(va)…. [8]

– William Faulkner

Il Maestro del Sud degli USA non è mai una lettura facile: se qualcuno vi vanta le gesta meta-letterarie e sperimentali del suo autore preferito, ditegli che questo raffinato e geniale scrittore del Mississippi aveva già fatto tutto negli anni ’30. [9]

Leggere una sua opera è tutt’altro che un momento di evasione: Faulkner sfida la comprensione del lettore, vi frantuma il cervello e l’attenzione con uno stile sontuoso, complesso e ancora oggi modernissimo. E dopo aver conquistato la vostra testa, vi colpisce al cuore con vicende e personaggi strazianti e sublimi. Ogni avventura con lui lascia esausti, “cotti”, con cerchi alla testa ed in carenza di ossigeno – pensereste che libri di tale densità siano (almeno) pochi: errore!

19 romanzi, oltre 200 racconti, 19 sceneggiature (per 8 di queste si è prodotto il film), 6 raccolte di poesia, 7500 pagine [10]

Io sono rimasto steso da “L’urlo e il furore”, “Mentre morivo”, “Requiem per una monaca”, ma confesso di essermi infranto contro “Assalonne, Assalonne” – il titolo rimane in un angolo della mia mente come una sfida dura, ma comunque da affrontare…  Invece l’impresa di leggere tutta la sua opera credo sia quasi impossibile!

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Ed ecco, invece, chi mi fa dire “ancora!”

David Foster Wallace

Sono stato assolutamente conquistato da questo genio (non trovo altre parole), dalla sua scrittura stellare, dalla sua mente esplosiva e soprattutto dalla sua incredibile sensibilità, dalla sua capacità di amare ogni persona che incontrava.

Derelitto me, che l’ho scoperto quando ormai non era più tra noi poveri mortali [11]: la sua bibliografia non è sterminata (tutt’altro), al punto che qualunque argomento di cui abbia scritto (saggi iper-specialistici sulla letteratura, report di viaggi in crociera, diari giornalistici da un festival del porno o da campagne elettorali, discorsi a neo-laureati) è stato pubblicato.

3 romanzi (di cui 1 incompiuto), 3 raccolte di racconti , 6 raccolte di saggi brevi (o più correttamente, non-fiction).

Qui trovate un’ottima recensione del suo capolavoro Infinite Jest:

https://piccolerecinzioni.wordpress.com/2015/07/13/infinite-jest-di-david-foster-wallace/

Il mio dilemma è che ormai mi resta da leggere solo “Il re pallido” (romanzo incompiuto) e la raccolta “Verso l’Occidente l’impero dirige il suo corso” – dopo non mi resterà che scavare tra scritti inediti in italiano (ma non c’è più quasi nulla), andare a cercare qualche appunto dei suoi corsi universitari, recuperare i libri-intervista scritti da altri….ogni mezzo per evitare la terribile verità: “Non c’è più nulla di DFW da leggere!”

Temo che la sensazione sarà la stessa del 1999, quando realizzai che non ci sarebbe mai più stato un altro film di Stanley Kubrick – credo che ritarderò il più possibile la lettura dell’ultima pagina di DFW….

Raymond Carver

Se c’è un autore asciutto e breve, icastico e minimo nelle sue pagine, è sicuramente Carver. A lui si appiccica spesso l’etichetta del “minimalismo”, ma dato che a me non piacciono le categorizzazioni semplicistiche, mi limito a dire che, forse, è stato colui che ha riportato il racconto ai livelli della grande letteratura. La sua vita è stata breve, dura, compressa tra drammi familiari, moltissimi lavori malpagati, alcolismo: è ovvio che una iper-produzione era impossibile. Il suo “corpus” letterario si riduce a

6 raccolte di racconti, 7 raccolte di poesie e 1 sceneggiatura.

raymond-carver-001

Una raccolta di racconti di Carver consta massimo di 200-300 pagine e si leggono con grande facilità e velocità – un racconto di Carver va centellinato e assaporato con attenzione e lentezza, come un prezioso bicchiere di quell’annata incredibile di cui abbiamo solo poche bottiglie….

——

Esiste anche un autore che ricade in parte nel caso A e in parte nel caso B: poco prolifico, ma con una improvvisa accelerazione negli ultimi tempi: più o meno da quando l’ho scoperto io! [12]

Thomas Pynchon

Il vero autore per “nerd”! Difficile da leggere, recluso socialmente [13], geniale sperimentatore in letteratura, critico maniacale della società e migliaia di altre qualità (o difetti, dipende dai punti di vista). Qui una presentazione molto migliore di quella che potrei fare io

http://liberlist.wordpress.com/2013/08/28/thomas-pynchon-nuovo-libro-bleeding-edge/

Per l’argomento in discussione qui, Thomas è un duro e puro scrittore di romanzi “di peso” – il suo esordio “V.” è del 1963, seguito da “L’incanto del lotto 49” del 1966. Nei 30 anni successivi Pynchon ha scritto solo altri quattro romanzi (tra cui il suo capolavoro “L’arcobaleno della gravità” [14]) e nel 2005, quando rimasi folgorato dalla lettura dell’ “Arcobaleno”, sembrava un altro tipico esponente di caso B: 6 libri in oltre 40 anni. Meglio centellinarlo, allora, mi dissi…

Beh, ogni tanto i nostri amati sanno sorprenderci! Tra il il 2006 e il 2013 Thomas ha infilato altri 3 romanzi e sembra in ottima forma anche per il prossimo futuro. [14]

Al momento sono a 4 libri letti su 9, in una perfetta “comfort zone” per avere ancora molto da leggere di suo!

e dunque, chi sono i vostri autori “amati-odiati” che vi fanno implorare “Ancora, ancora!” o “Basta, un attimo di tregua…”  ??

Note

[1] Non devo ricordarvi a chi dobbiamo questo pregnante neologismo, vero?

[2] Variazione sul tema dell’amico/a che ti consiglia: “Ma non pensare più a quella lì, tanto non hai speranze. Invece conosco una persona davvero simpatica e disponibile, ti piacerà tanto!”. Consiglio sempre efficace per farci dimenticare qualcuna/o….

[3] Il riferimento disneyano è assolutamente voluto!

[4] cfr. nota 3.

[5] mai avvocato difensore fu più adatto!

[6] spoiler: non glielo daranno mai….

[7] https://en.wikipedia.org/wiki/The_Library_of_America%27s_definitive_edition_of_Philip_Roth%27s_collected_works

[8] per chi non lo sapesse, nel 2012 Philip ha annunciato che non scriverà più….ed ha anche dato disposizione agli eredi di distruggere il suo archivio privato. Vedremo se lo faranno, altrimenti arriveranno altre migliaia di pagine! (chiedo scusa per la gufata!)

[9] sì, lui lo ha (stra-meritatamente) vinto il Nobel (1949)!

[10] https://en.wikipedia.org/wiki/William_Faulkner_bibliography

[11] non ci sono parole per la sua dipartita, solo silenzio.

[12] credo che questo sia il massimo dell’egocentrismo!

[13] esiste una intera branca del sapere dedicata al personaggio Pynchon: laureato in fisica ed assunto alla Boeing; l’unica sua foto risale agli anni ’50, ha seguito le lezioni di letteratura di Nabokov alla Cornell (ma pare abbia capito poco a causa del forte accento russo del docente), la sua voce si è sentita in un paio di episodi dei Simpson, è stato identificato con UnaBomber e con Salinger.

[14] sempre e ovviamente IMHO.

[15] un anno fa qualcuno aveva anche esplorato la possibilità di un romanzo segreto di Pynchon, scritto con uno pseudonimo. Alla fine sembra che non fosse così, ma chissà…

 http://www.vulture.com/2015/09/pynchon-probably-did-not-write-a-secret-novel.html

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