Leggere!! Cosa avevate capito?

I luoghi dove immergersi in un libro sono i più disparati ma ci accumunano un po’ tutti. La medaglia d’oro appartiene naturalmente alla poltrona/divano a pari merito con il letto prima di prendere sonno oppure anche durante il sonno (a chi non è capitato di addormentarsi nel corso di una lettura con conseguente caduta del volume e inesorabile perdita del segno?). Al secondo posto metterei i mezzi di trasporto collettivi quali autobus, treni, aerei, sebbene le sale di attesa di medici e/o altri professionisti vantino un curriculum di tutto rispetto. Ultimo ma non meno importante è l’accogliente sedia sdraio del luogo di villeggiatura. Molti poi acclameranno a gran voce uno dei posti/momenti più prolifici dove godersi una buona lettura ma essendo un posto/momento particolarmente intimo della propria giornata (o della propria settimana per i meno fortunati) non lo nomino, lasciandolo ovviamente all’immaginazione.

Però così è troppo facile! Quando la passione folle per la lettura (o la follia e basta) interviene, potremmo assistere alle soluzioni più strambe per rubare anche un minuto per soddisfare la propria necessità.

Io stessa pur di non perdere neanche un secondo in compagnia del romanzo del momento mi sono trovata sull’autobus, non seduta, ma avvinghiata con un braccio ad un palo mantenendo la posizione eretta e guadagnando anche una colorata serie di ematomi sulla tempia.

E poi…per quale motivo interrompere le proprie letture solo perché si inizia un viaggio in auto…al posto di guida? Nei pochi secondi di attesa al semaforo rosso ho visto anche questo; spero che allo scattare del verde fosse finito il paragrafo altrimenti….

Oppure perché usare violenza contro la nostra natura di lettore accanito solo perché si sta lavorando?…molto meglio proseguire la nostra attività preferita e lasciare ai colleghi disperati l’incombenza di far andare avanti la baracca!

Il mio preferito però è il Signor M.; nel quartiere che abbiamo condiviso per 25 anni credo che tutti conoscano le sue scarpe, pochi il suo volto e forse nessuno la sua voce. Per quale motivo? Perché il bravo Signor M. nel momento stesso in cui esce di casa, cosa che avviene spesso, afferra un giornale o un romanzo e cammina senza interromperne mai la lettura, evitando inspiegabilmente auto in transito, pali della luce, segnali stradali e (forse) escrementi canini. Signor M., Lei ha tutta la mia invidia!

Ho lasciato per ultimo, invece, il ricordo che mi ha ispirato questo post: la scorsa estate in una spiaggia semi-deserta a causa dell’arrivo di un brutto temporale, noto una signora che nonostante le prime gocce di pioggia e gli spruzzi del mare mosso continuava a leggere imperterrita scomodamente seduta su uno scoglio. Credo che questa signora rappresenti a pieno colei/colui che si nutre leggendo, anche in condizioni avverse.

 

Ora lascio a voi tutti la parola perché voglio proprio sapere qual è il posto più strano dove avete letto un libro.

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