L’acquisto compulsivo di libri è considerato uno dei disturbi del lettore.
E ho scoperto che ha anche un termine giapponese, risalente alla dinastia Meiji (1868-1912) che lo definisce: TSUNDOKU.

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TSUNDOKU significa accumulare libri senza leggerli, e lasciarli impilati sulla mensola, per terra, sul comodino.
Io ovviamente ho scoperto di esserne affetta. Certo, le avvisaglie già le avevo da qualche anno. Essenzialmente da quando mi sono accorta che entro in una libreria per passare il tempo e torno a casa con almeno due libri, o suoi multipli (sì, ho questa mania…dei multipli). E ultimamente questa cosa mi da meno piacere del solito: quasi fosse un dovere, seppure amato, sento che l’ansia si placa se esco con almeno due libri. Non sono mai libri a caso, ho sempre una wishlist estremamente lunga di libri da comprare…ma mi sono accorta che ormai mi manca quella sensazione magnifica di non avere niente da leggere ed entrare in libreria proprio per comprare il libro da leggere; quel senso di stare anche un paio di giorni senza leggere con l’aspettativa di cosa mi comprerò.
Sono sempre stata una lettrice forte fin dai miei 8 anni, ma dipendendo economicamente dai miei genitori, aspettavo trepidante il pomeriggio in cui Madre era libera per potermi accompagnare a sceglierne uno, e lo stupore di fronte ad un regalo di libri, il tempo perso a leggere le quarte di copertina per essere sicura di non sbagliare il libro, la voglia di iniziare subito la lettura appena appoggiato il culo su qualcosa per poi passarci giorni in compagnia.
Ecco, adesso quella sensazione vorrei ritrovarla, ma sembra quasi impossibile. Perché qua non si tratta tanto di andare a comprarsi più libri di quanti se ne riescano a leggere: il problema è che a casa mi aspettano due librerie piene di libri non letti. Libri comprati anche dieci anni fa sull’onda dell’entusiasmo e nemmeno mai iniziati; capolavori smessi al primo capitolo; saghe iniziate e completate e mai aperte.
Il che mi genera abbastanza ansia, e ogni inizio anno faccio il regale fioretto di non comprare libri finché non ho letto quelli che già ho. Cosa che puntualmente disattendo entro i primi 20 giorni di gennaio.
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Ma perché compriamo così tanti libri senza poi, all’atto pratico, avere il tempo di leggerli?
Leggendo in rete sembra che i motivi principali siano due:
1. accumuliamo libri in seguito ad un acquisto compulsivo per riempire dei vuoti esistenziali. Pare che ci sia chi si strafoga di dolci, chi di pugnette, e chi di libri. Che non legge. Li mette lì e non ha risolto niente, ma intanto li ha comprati.
2. la creazione di una biblioteca casalinga privata sempre a disposizione, spesso non omogenea. Questa motivazione può avere un’origine sia nel prepararsi, inconsciamente, ad un “periodo di carestia” così come si accumulano generi alimentari e di sussistenza in previsione di pericoli, sia un’origine legata al ciclo di vita dei libri.
In Italia il ciclo di vita dei libri è molto rapido, i libri in libreria finiscono in fretta: ad una casa editrice costa mantenere un magazzino di eventuali copie di ristampe invendute, che vengono poi mandate al macero; quindi prima di procedere ad ulteriori ristampe oltre la prima ci pensano bene. Questo porta poi a dover cercare un titolo di qualche anno fa finito fuori catalogo nei mercatini e in un book swap….troppo complicato! meglio quindi comprare subito la copia del libro, soprattutto se si tratta di un genere o un autore che ci interessa.

Per questo ho accolto con curiosità e …sì, come una “sfida personalissima con me stessa” un hashtag che gira su INSTAGRAM

#liberaloscaffale2016

lanciato da non mi ricordo (prego i miei lettori di segnalarmelo così posso aggiornare i credit). Si tratta di pubblicare una foto di 12 libri presenti nella nostra libreria e impegnarsi a leggerli durante il 2017. Ci sono varie regole, in realtà è una sfida a punti, ma quello che a me interessa è il gioco/sfida di riuscire pian piano a dare una possibilità a libri che da anni aspettano di essere letti e che non trovo mai tempo e posto dove inserirli; l’aver pubblicato la foto che ha sbancato ottenendo 260 like (credo mai successo da nessuna altra foto nella vita del mio profilo) ne fa un impegno concreto che devo ottemperare per non sputtanarmi.
Ecco la foto e l’elenco dei libri che devo assolutamente leggere…che si vanno ad aggiungere agli altri 12 del circolo di lettura, quelli di storia per aggiornare il mio altro blog, e le scelte di piacere personale (e che è , me le volete togliere??).

John William, STONER
Virginia Woolf, DIARIO DI UNA SCRITTRICE
Yukio Mishima, IL PADIGLIONE D’ORO
Johnatan Franzen, LE CORREZIONI
John Fante, LA STRADA PER LOS ANGELES
Fred Vargas, NEI BOSCHI ETERNI
Paul Beatty, LO SCHIAVISTA
Fabio Genovesi, ESCHE VIVE
Goliarda Sapienza, L’ARTE DELLA GIOIA
Bruce Springsteen, BORN TO RUN
Nancy Mitford, L’AMORE IN UN CLIMA FREDDO

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#liberaloscaffale2016

Alcuni dati Istat, per conoscenza, relativi al 2015:

9.1% delle famiglie non ha un libro in casa.
64.4 % ne ha al massimo 100

La fascia d’età con più lettori in assoluto è quella dei 15-17 (forse perché obbligati a leggere dalla prof di italiano quei noiosi libri del novecento italiano che fanno passare il messaggio “leggere è noioso e da sfigati” bruciandoci così la meglio gioventù e futura classe culturale?)

L’acquisto di libri è maggiore al Nord che al Sud (ma non ho le percentuali). Anche se, dato il tenore del post, si capisce che non è il volume della vendita dei libri un termine adeguato per capire quanto si legge realmente.

Quelli considerati LETTORI FORTI sono quelli che leggono almeno dodici libri all’anno, cioè in media uno al mese. E sono il 13.7% (14.3% nel 2014).
45.5% non legge più di 3 libri all’anno.

Spesso chi legge pratica anche altre attività culturali, quindi è chiaro che spesso la lettura. se amata già da bambini e coltivata da ragazzi e in età adulta, è strettamente legata ad un’apertura verso altre forme culturali che possono appagare non soltanto il proprio spirito ma elevare un intero paese (pensiero epico tutto mio).

 

 

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