Che la cultura a Parma sia morta credo sia un fatto a tutti noto. Morta o quasi. Perché focolai di iniziative culturali su vari piani e su varie arti ci sono, ma mai per iniziativa comunale. Il Comune si sporca le mani solo per l’evento o la mostra grossissimissima ma che, ad ogni modo, non viene pubblicizzata e quindi solo l’interessato che si mette lì col lumino ne viene a conoscenza.
A mio parere però ci sono delle realtà piccole e di nicchia che cercano di creare dei momenti di aggregazione culturali legati a varie arti: ci sono, sono sotterranee, a volte poco conosciute, spesso snobbate. Ma ci sono. Ed è questo che secondo me rende viva la città, e mantiene dinamica la risposta alle esigenze di chi non si arrende all’imbruttimento intellettivo.
Libri alla Polvere nacque 7 anni fa per inserirsi in questo panorama con un bel po’ di entusiasmo. Dopo anni, se vogliamo fare un noioso bilancio tanto per fare il punto del cammino e aggiustare il tiro, credo che Libri alla Polvere abbia mantenuto la sua dimensione intima e molto personale. Certo ogni tanto creiamo eventi di lettura al di fuori dei nostri incontri ma non ci vantiamo di essere i paladini di una cultura libraria (o “librosa”) che manca o gli unici depositari di una superiorità morale inattaccabile che ci rende migliori delle le altre realtà parmigiane (nel nostro campo, legate ai libri).
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Da lettrice mangiona quale sono sempre stata sentivo l’esigenza di confrontarmi con i miei simili: lettori essenzialmente. Non mi è mai importato se lettori forti, deboli, mangerecci o selezionatori: l’importante era trovare persone che avessero voglia di parlare di libri. Vedevo con la bava alla bocca quei film nei quali esistevano gruppi intimi di lettura da salotto, discussioni personali sui libri e così me ne sono creata uno. Grazie a Facebook misi insieme una decina di ragazze (sono le uniche che risposero) e iniziammo a incontrarci. E in breve tempo il nostro incontro mensile di chiacchiere sui libri diventò una appuntamento imperdibile. Le persone sono andate e venute, ci sono stati periodi di espansione massima e periodi di ripiegamento, addirittura ad un certo punto un tentativo di colpo di stato. In quell’occasione ho dovuto tirare fuori l’Erdogan che è in me (pliiis prendiamolo con ironia!) ed epurare l’interno.

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Il nuovo corso si è rivelato ma non sono venuti meno i  due saldi principi imprescindibili che ci caratterizzano da sempre e che fortemente ho sempre difeso  – anche se questo ha significato rifiutare collaborazioni che avrebbero portato più visibilità.
Il primo principio imprescindibile per noi di Libri alla Polvere è la libertà di reperire il libro come vogliamo. Così è sempre stato e così sempre sarà. A noi interessa leggere. Punto. Ogni mese scegliamo un libro da discutere il mese dopo, cercando di alternare un classico ad un contemporaneo. Ma come Leader Maximo (uso questi termini prendendomi in giro, visto che mi chiamano così) non impongo a nessuno l’edizione da leggere, in quale libreria comprarlo, con quale prefazione, e su che supporto. Se uno legge in cartaceo o ebook a me non interessa, non ci perdo il sonno. Credo che importante, per noi, non a livello assoluto, sia incentivare la lettura, la voglia di farlo: che poi uno compri da Amazon per comodità e risparmio[1],o su Libraccio o addirittura usato al mercatino o trovato nella cantina della nonna in edizione de ventennio [2], o che compri nella libreria di fiducia non me lo qualifica come persona. Non ho di mio la superiorità morale per poter puntare il dito e discriminare un lettore in base al reperimento del libro.
Certo, qua si aprirebbe tutta una parentesi – legittima – sul supportare l’editoria italiana e gli scrittori soprattutto emergenti, ma poi viene un post lungo un chilometro in una discussione già lunga di suo.
Il secondo principio imprescindibile è la natura solidale del nostro circolo. Negli anni uno sparuto gruppo di ragazze (alle quali nel frattempo si sono aggiunto vari esponenti maschili di indubbio valore intellettivo) è diventato anche un gruppo di amiche che ha piacere a ritrovarsi come se andassero al circolo del ricamo e a sentirsi al di fuori dei libri. Questa è forse la cosa che amo di più, l’essere riuscita a creare una realtà che crede nei sui membri come persone, che ha rapporti di amicizia e che sostiene le libere iniziative individuali in un ottica di solidarietà. Noi non siamo un Circolo di Lettura al quale si va per ascoltare la lezione del professore di turno: le lezioni frontali le lasciamo volentieri alla scuola media; e se cercate un auditorium di persone alle quali snocciolare la vostra sapienza per appagare il vostro ego intellettuale senza interazione e discussione animata, beh….Libri alla Polvere non fa per voi.

I nostri incontri mensili, quelli che noi chiamiamo “intimi” sono 12 all’anno.
A questo spesso se ne aggiungono altri, ossia quelli “extra” fatti al di fuori della nostra sede abituale e abbracciando una realtà parmigiana più vasta. E sono questi che selezioniamo molto. Le richiese di collaborazione non ci mancano (una su tutti per noi molto importante con la casa editrice Diabasis) ma vogliamo farne pochi e significativi, per non abbassare l’entusiasmo e soprattutto la passione che ci anima.
Visto che non è un lavoro ma un grande amore  quello che ci muove.

Libri alla Polvere è la mia creatura, l’ho pensato e creato, voluto con tutte le mie forze.
Non mi interessa sminuire le altre realtà culturali per sentirmi migliore, non mi interessa la guerra tra poveracci: quello che mi motiva è soltanto riuscire ad appassionare alla lettura chi, per varie motivazioni, non è ancora stato toccato dalla magia di un libro.
Perché è solo questione di tempo, fidatevi di me.
E quindi TANTI AUGURI  a ognuno di voi, che ci siete, che ci avete creduto e che ci credete ancora, che mandate avanti la baracca, che ridete e che vi prendete ogni tanto qualche soddisfazione. Tanti auguri a voi che condividete con me la visione di un circolo di lettura che è anche, e soprattutto, un gruppo di persone che sta bene insieme.

gattino

 

[1] Compro tanti libri, ma tanti tanti e purtroppo devo fare i conti col lato economico della cosa. L’editoria in Italia costa tanto. Alcuni mi ritengono una brutta persona perché compro su Amazon o libri usati su Libraccio ma rendiamoci contro: io spendo quasi 1000 euro all’anno in libri, quindi il cercare il risparmio fa di me una brutta persona? spenderei non dico il doppio ma almeno il 30% in più se non adottassi qualche escamotage tipo sfruttare siti che propongono prezzi inferiori o le campagne di sconti editoriali.

[2] adoro adoro adoro i libri vecchi, le edizioni antiche, le pagine macchiate di umidità, il profumo di cantina e le copertine tenute insieme praticamente da un filo. Mi piacciono i libri che hanno una storia da raccontare al di là di quella che hanno scritto sulle pagine. E ancora di più amo le edizioni di anni che associo alla nascita delle persone a cui voglio bene. Il cercare queste edizioni fa di me una brutta persona? (mi devo ripetere). Ma poi vogliamo parlare della bellezza suprema di quelle vecchie edizioni in cui si traducevano i nomi in italiano, tipo Lisetta Bennet o Gianna Eyre? Tanto Amore!

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